«Quello che è accaduto è un episodio di una ferocia che ci coinvolge tutti». La sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, interviene sulla vicenda della giovane di 22 anni di Santa Maria la Carità, che secondo l’accusa sarebbe stata attirata con l’inganno in una cantina e sottoposta a violenza sessuale da un 26enne, arrestato dai carabinieri.
Nel suo messaggio, la prima cittadina esprime innanzitutto vicinanza alla ragazza e ringrazia le forze dell’ordine per il lavoro investigativo che ha portato rapidamente all’arresto dell’indagato.
«I Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate e di Santa Maria la Carità hanno condotto un lavoro d’indagine lampo che ha permesso di chiudere il cerchio in pochissimo tempo», sottolinea Abagnale, rivolgendo un ringraziamento all’Arma e un «abbraccio fortissimo» alla giovane, che con la denuncia ha consentito di far emergere quanto accaduto.
La giovane assistita dal Centro Antiviolenza
La 22enne, fa sapere la sindaca, è attualmente accolta presso il Centro Antiviolenza d’Ambito, dove sta ricevendo assistenza specialistica e protetta.
«Come Amministrazione e come comunità non la lasceremo certo sola», afferma Abagnale, che allarga poi la riflessione al tema culturale della violenza contro le donne e al rischio di attribuire alla vittima una parte di responsabilità.
«Non esiste alcuna giustificazione, non esiste un atteggiamento sbagliato o un’imprudenza che possa attenuare la colpa di chi compie un atto del genere, perché la responsabilità è sempre e solo di chi usa la violenza», ribadisce la sindaca.
L’appello ai giovani
Abagnale si rivolge quindi anche ai ragazzi e alle ragazze, partendo dal fatto che molte conoscenze oggi nascono attraverso i social network.
L’invito è a prestare particolare attenzione ai primi incontri, scegliendo luoghi frequentati e condividendo con amici o familiari le proprie informazioni sugli spostamenti.
Una raccomandazione che, precisa la sindaca, non deve tradursi in una limitazione della libertà o in una vita condizionata dalla paura, ma in una «misura di protezione in più» per tutelarsi da eventuali intenzioni pericolose.
Parallelamente, Abagnale rivendica la necessità di intervenire sul piano culturale: «Come Istituzioni, promettiamo di lavorare sul retaggio culturale che ancora macchia la società e va soppresso al più presto».
La sindaca conclude ribadendo la posizione dell’amministrazione e della comunità abatese: «Sant’Antonio Abate non si girerà mai dall’altra parte e continuerà a stare con fermezza dalla parte della libertà della persona, col favore della giustizia».
























