Un 87enne di Mercato Saraceno, in provincia di Forlì-Cesena, sarebbe stato raggirato con la consueta tecnica della falsa emergenza familiare, ma le indagini dei carabinieri hanno consentito di individuare rapidamente i presunti responsabili e recuperare l’intera refurtiva.
I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cesena e di Mercato Saraceno, insieme ai carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera Inferiore e della Stazione di Napoli Marianella, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di due giovani italiani di 26 e 33 anni.
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Forlì su richiesta della Procura della Repubblica, riguarda l’ipotesi di truffa aggravata in concorso ai danni di una persona anziana.
La telefonata del falso maresciallo
L’indagine è partita dalla denuncia presentata dall’anziano, vittima del raggiro lo scorso 1° luglio.
Mentre si trovava nella propria abitazione, l’87enne aveva ricevuto una telefonata da un uomo che si era presentato come un maresciallo dei carabinieri. Al pensionato era stato raccontato che la figlia aveva provocato un incidente stradale e che sarebbe stato necessario versare una cauzione per evitarne le conseguenze.
Poco dopo, secondo la ricostruzione investigativa, a casa dell’anziano si è presentato un giovane che si sarebbe qualificato come giudice del Tribunale di Forlì. L’uomo lo avrebbe convinto a consegnare diversi monili in oro, oltre a tre pistole con il relativo munizionamento, regolarmente detenute dall’87enne.
Una volta ottenuto quanto richiesto, il giovane si sarebbe allontanato dall’abitazione facendo perdere le proprie tracce.
Identificati attraverso le telecamere
Le indagini sono scattate immediatamente. I carabinieri hanno analizzato le immagini provenienti da diversi sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, riuscendo a ricostruire gli spostamenti dei responsabili.
Secondo gli accertamenti, il 26enne sarebbe arrivato nei pressi dell’abitazione a bordo di un’auto presa a noleggio, condotta dal complice 33enne, che sarebbe rimasto all’interno del veicolo con il compito di fare da palo.
Gli investigatori sono così riusciti a identificare entrambi e a rintracciarli il giorno successivo in un hotel della provincia di Pesaro, dove si trovavano in vacanza insieme ad alcuni familiari.
La perquisizione ha consentito di recuperare l’intera refurtiva: sia i gioielli in oro sia le tre armi e il relativo munizionamento. Tutto il materiale è stato successivamente restituito all’anziano proprietario.
Gli arresti domiciliari
Una volta emesso il provvedimento cautelare dall’Autorità giudiziaria forlivese, i due sono stati nuovamente rintracciati con la collaborazione dei carabinieri campani.
Per entrambi sono quindi scattati gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. I due dovranno rimanere presso i rispettivi domicili, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Le contestazioni nei loro confronti restano allo stato delle indagini e dovranno essere valutate nel corso del procedimento.
























