Un nuovo provvedimento sulla scuola è stato annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la manifestazione di Gioventù nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia.

Secondo quanto riferito dalla premier, il governo si prepara a portare in Consiglio dei ministri una norma che dovrebbe introdurre per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe. Il provvedimento, sempre secondo l’annuncio di Meloni, dovrebbe prevedere anche l’obbligo per i genitori degli studenti stranieri con gravi difficoltà di inserimento scolastico di imparare la lingua italiana.

Tra le misure anticipate c’è inoltre il divieto di burqa e hijab a scuola.

«I bambini italiani non possono sentirsi minoranza»

Nel suo intervento Meloni ha legato il tema della composizione delle classi a quello dell’integrazione scolastica, sostenendo che non sia accettabile che gli alunni italiani possano diventare minoranza all’interno della propria classe.

La premier ha inoltre dedicato buona parte del suo discorso ai temi dell’istruzione, parlando di valutazione, merito e ruolo della scuola pubblica. Ha contestato quella che ha definito una concezione dell’educazione basata sul «buonismo» e ha sostenuto che il giudizio scolastico debba avere una funzione educativa.

Sul fronte del velo, Meloni ha ribadito la propria posizione sulla necessità che a scuola si possa stare a viso scoperto, collegando la questione al principio della parità tra uomo e donna.

Il limite agli studenti stranieri e le difficoltà applicative

Il tema del tetto agli alunni stranieri non è completamente nuovo. Secondo quanto riportato da ANSA, una precedente circolare aveva già previsto un limite del 30%, ma la disposizione non ha trovato piena applicazione. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha osservato che la questione presenta anche difficoltà tecniche, soprattutto nelle scuole dei quartieri dove la presenza di alunni stranieri è particolarmente elevata.

La nuova iniziativa annunciata da Meloni punta dunque a trasformare il limite in una previsione legislativa. I dettagli operativi della misura dovranno essere definiti con il provvedimento che il governo porterà in Consiglio dei ministri.

Le reazioni politiche

L’annuncio ha già prodotto reazioni nel mondo politico. Roberto Vannacci si è detto favorevole alle misure annunciate, sostenendo che sarebbero dovute arrivare prima. Dall’opposizione sono invece arrivate critiche alla premier e alle scelte del governo sulla scuola e sull’università.

Nel corso dello stesso intervento, Meloni ha inoltre replicato alle critiche della segretaria del Pd Elly Schlein sui finanziamenti all’università, sostenendo che il Fondo di finanziamento ordinario sia passato da 8,4 a 9,4 miliardi di euro. Schlein ha contestato questa lettura, sostenendo che la spesa in rapporto al Pil sia diminuita.

Il provvedimento annunciato sulla scuola è ora atteso in Consiglio dei ministri: saranno i testi ufficiali a chiarire entità del limite, modalità di applicazione e contenuti delle altre misure anticipate dalla presidente del Consiglio.

Redazione

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