Non è stata una richiesta dettata da un errore giuridico, ma una possibilità processuale prospettata dalla difesa. È questo il chiarimento che riguarda la posizione di Andrea Sirica, 34 anni, imputato per l’omicidio di Gaetano Russo, avvenuto a Sarno.

L’avvocato Aniello Mancuso, difensore dell’imputato, aveva chiesto l’accesso al rito abbreviato anche per l’accusa di omicidio. Il Gip ha però respinto questa parte della richiesta, alla luce della contestazione formulata dalla Procura.

Il nodo dell’aggravante

Nel procedimento a carico di Sirica viene contestato infatti l’omicidio aggravato, con l’ulteriore aggravante della crudeltà.

È proprio questo elemento a rendere non praticabile, allo stato delle contestazioni, l’accesso al rito abbreviato per il reato di omicidio. La decisione del Gip non significa quindi che la difesa abbia commesso un errore nel formulare la richiesta: l’istanza si inseriva in una valutazione delle possibili evoluzioni giuridiche del procedimento.

Il processo prenderà il via il 15 ottobre con giudizio immediato.

La possibile evoluzione nel dibattimento

La questione potrebbe assumere nuovamente rilievo nel corso del processo. Se durante il dibattimento dovesse venire meno l’aggravante contestata, potrebbe infatti cambiare il quadro processuale e diventare applicabile la disciplina relativa alla riduzione di pena prevista per il rito abbreviato.

Il beneficio può arrivare fino a un terzo della pena, ma nel caso specifico non è stato concesso dal Gip proprio in ragione dell’imputazione aggravata attualmente contestata.

La vicenda processuale resta quindi legata anche all’esito della contestazione dell’aggravante. Sarà il dibattimento a stabilire quali elementi dell’accusa saranno confermati e quali, eventualmente, dovranno essere rivalutati.

Resta ferma, naturalmente, la presunzione di non colpevolezza dell’imputato fino a sentenza definitiva.

Michelangelo Apuzzo