Si aprirà il prossimo 26 ottobre, davanti al Gup del Tribunale di Salerno, la discussione del giudizio abbreviato per undici persone accusate di far parte di un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti tra l’Irpinia, l’Agro Nocerino-Sarnese e il Napoletano.

Il procedimento nasce dall’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Salerno e condotta dal Gico della Guardia di Finanza. La richiesta di rito alternativo è arrivata dopo il decreto di giudizio immediato firmato dal gip Benedetta Rossella Setta, su richiesta del sostituto procuratore antimafia Elena Guarino.

Sono dodici le persone coinvolte nell’indagine, ma soltanto undici hanno chiesto di essere giudicate con il rito abbreviato. La scelta processuale mantiene il procedimento davanti al Tribunale di Salerno, evitando il passaggio alla Prima Sezione penale del Tribunale di Nocera Inferiore.

I nomi degli imputati

Secondo la ricostruzione della Procura, il presunto promotore dell’organizzazione sarebbe Mario D’Angelo, 26 anni, residente a Montoro, difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono.

Tra gli altri imputati figurano:

  • Gianluca Alfieri, classe 2000, di Serino, assistito dall’avvocato Generoso Pagliarulo;
  • Bartolomeo Brancaccio, classe 1995, di Scafati, difeso dall’avvocato Vincenzo Salomone;
  • Silvestro D’Agostino, classe 1987, di Santa Lucia di Serino, assistito dall’avvocato Alberico Villani;
  • Giulio De Feo, classe 2004, di San Michele di Serino, difeso dall’avvocato Nello Pizza;
  • Andrea Della Gala, classe 1971, di San Giuseppe Vesuviano, assistito dall’avvocato Saverio Campana;
  • Omar El Naggar, classe 1991, di Serino, difeso dagli avvocati Carmine Freda e Francescantonio Maffettone;
  • Alfonso Irace, classe 1979, di Nocera Inferiore, assistito dall’avvocato Matteo Feccia;
  • Dario Pisacreta, classe 1987, di Santa Lucia di Serino, difesa dall’avvocata Loredana De Risi;
  • Raffaele Taddio, classe 2003, di Cesenatico, assistito dall’avvocato Nicola D’Archi;
  • Tommaso Tirozzi, classe 1978, difeso dall’avvocato Pasquale Davide De Marco.

L’ipotesi di collegamento con il clan Fezza-De Vivo

L’attività investigativa, coordinata dalla Dda salernitana diretta da Raffaele Cantone, avrebbe individuato l’operatività del gruppo a partire dal marzo 2025.

Nell’impostazione accusatoria viene ipotizzato un rapporto con ambienti della criminalità organizzata dell’Agro Nocerino-Sarnese. In particolare, nel capo d’imputazione si sostiene che l’associazione riconducibile a D’Angelo agisse «in simbiosi con il clan Fezza/De Vivo di Pagani».

Gli investigatori contestano inoltre l’utilizzo di sistemi di comunicazione criptati e di veicoli modificati con doppi fondi per il trasporto degli stupefacenti.

Le piazze di spaccio e le sostanze contestate

Le sostanze indicate nell’inchiesta sono cocaina, hashish e metanfetamine, che secondo l’accusa sarebbero state destinate alle piazze di spaccio di Pagani, Scafati, del Casertano e dell’Avellinese.

Redazione

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