SALERNO – Fa discutere lo striscione apparso sul balcone dell’Istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Salerno, con la scritta “Nessun* è stranier*”, pubblicata anche sulla pagina Facebook della scuola.
Sulla vicenda è intervenuto Aurelio Tommasetti, ex rettore dell’Università degli Studi di Salerno, che ha espresso perplessità sulla scelta comunicativa dell’istituzione scolastica, richiamando il ruolo educativo della scuola pubblica e l’importanza dell’insegnamento della lingua italiana.
«Una scuola pubblica dovrebbe affrontare un tema serio come l’integrazione con strumenti educativi, evitando slogan che sembrano fatti per la contrapposizione politica. E dovrebbe dare il buon esempio nell’uso della lingua italiana: il Ministero ha già raccomandato di evitare asterischi e schwa nelle comunicazioni in ambito scolastico», ha dichiarato Tommasetti.
Il dibattito sull’integrazione e le politiche scolastiche
Nel suo intervento, il professore ha precisato che il diritto di ogni studente a sentirsi accolto e rispettato non è in discussione. Le sue osservazioni riguardano, invece, le modalità con cui il messaggio è stato diffuso e il rapporto con le misure promosse dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
«Ogni alunno deve sentirsi accolto e rispettato. Su questo non può esserci alcun equivoco. La critica riguarda gli adulti e la scelta dell’istituto di diffondere quel messaggio attraverso i propri canali», ha affermato.
Tommasetti ha quindi sostenuto che le iniziative ministeriali dovrebbero essere oggetto di un confronto basato sui contenuti, senza rappresentarle come misure volte a far sentire estranei gli studenti stranieri.
Al centro della sua posizione vi è soprattutto la conoscenza della lingua italiana, considerata una condizione essenziale per consentire agli alunni di seguire le lezioni, partecipare alla vita scolastica e costruire relazioni con i compagni.
«Servono sostegno linguistico e pari opportunità»
L’ex rettore ha richiamato anche il tema del contrasto alla formazione delle cosiddette classi ghetto, sottolineando la necessità di accompagnare l’inserimento degli studenti con interventi concreti.
«Il punto non è il passaporto: è la conoscenza dell’italiano. Un ragazzo deve poter comprendere le lezioni, studiare e crescere insieme agli altri. Per questo servono sostegno linguistico e condizioni che favoriscano una reale integrazione», ha dichiarato.
Nel passaggio conclusivo, Tommasetti ha ribadito la necessità di un equilibrio tra autonomia scolastica, responsabilità istituzionale e libertà di confronto.
«Le scelte del Ministero possono essere discusse, ma con rigore e rispetto istituzionale. L’autonomia scolastica richiede responsabilità anche nella comunicazione. La scuola deve insegnare ai ragazzi a pensare liberamente e usare correttamente la lingua italiana. Da un’istituzione educativa ci aspettiamo questo: meno slogan, più strumenti per dare a tutti le stesse opportunità».























