Alla riscoperta delle lucciole. Un’intera serata per osservarle e fotografarle nel loro habitat

La magia delle lucciole nell’incantevole scenario della Riserva naturale dei bacini fluviali di Sele e Tanagro. L’Ente Riserve Naturali Foce Sele e Tanagro, Monti Eremita e Marzano, con la commissaria architetto Maria Gabriella Alfano, in collaborazione con il Comune di Contursi Terme, organizza per venerdì 2 giugno, dalle 20 alle 22, una serata alla riscoperta di questi insetti in via di estinzione: sarà possibile ammirarli, fotografarli, osservarne le evoluzioni nel buio della tiepida notte di giugno.

L’appuntamento è fissato per le ore 19 a Contursi Terme, presso le Terme del Tufaro, dove dopo i saluti della Commissaria dell’Ente Riserve Maria Gabriella Alfano e del sindaco Alfonso Forlenza, il fotografo Massimo Gugliucciello fornirà notizie sull’habitat delle lucciole e illustrerà la tecnica da utilizzare per fotografarle.

Alle 20 ci si sposterà nella località Saginara, in comune di Contursi, dove avrà luogo l’osservazione. Per partecipare è necessario essere dotati di scarpe da trekking o da ginnastica, di una eventuale sedia pieghevole o un plaid da utilizzare nella zona di visualizzazione, di una macchina fotografica reflex con cavalletto e di una torcia elettrica.

La lucciola è un coleottero, un animale notturno della famiglia dei Lampiridi. Le lucciole sono per la maggior parte alate: una caratteristica, questa, che le differenzia da altri insetti luminescenti della stessa famiglia. Si conoscono circa 2.000 specie di lucciola. Sono insetti che vivono in una serie di ambienti caldi, ma anche in regioni più temperate, e sono abitualmente avvistate nelle sere d’estate. Amano l’umidità, e nelle zone più secche, vivono in prossimità di aree piovose o bagnate. Le lucciole sono dotate di appositi organi luminosi sotto l’addome: esse assimilano ossigeno e, all’interno di speciali cellule, lo uniscono con una sostanza chiamata luciferina per produrre luce quasi senza calore. La loro luce è solitamente intermittente, e lampeggia secondo modalità uniche per ciascuna specie. Ogni tipo di intermittenza corrisponde a un segnale ottico che aiuta le lucciole a individuare potenziali partner. Gli scienziati non sanno con esattezza in che modo questi insetti riescano ad accendere e spegnere la propria luce. Quest’ultima funge probabilmente anche da meccanismo di difesa.

Alla “scomparsa delle lucciole” Pier Paolo Pasolini dedicò, nel 1975, un memorabile articolo sul Corriere della Sera, lamentando come essa fosse da collegare al “cambiamento antropologico” indotto dal miracolo economico, che aveva trasformato l’Italia da paese prevalentemente agricolo a paese industriale, facendogli perdere l’originaria innocenza.

Foto dal web