Angri. Il Palio Storico sarebbe stato cancellato per una questione politica

Una città che in questi quattro anni e mezzo non ha subito significativi e rilevanti “upgrade”. In questi ultimi quattro anni e mezzo la città ha, infatti, vissuto una fase di stallo senza precedenti. Tutto fermo al palo con lavori pubblici in stallo ma anche tradizioni consolidate sradicate per lasciare posto a eventi di compiacenza, senza la certificazione minima di un retaggio storico e culturale. Nelle maglie della “terminazione” mauriana sono finiti operatori e associazioni culturali che hanno immediatamente palesato avversità al modus operandi di questa discussa amministrazione. Gente che non si è voluta in alcun modo, in questo periodo di oscurantismo, “allineare al sistema” e quindi cancellata da ogni pianificazione culturale e sociale. A farne le spese anche lo storico e ventennale Palio Storico messo in piedi dall’indomito cavaliere Gennaro Maria Duro, un tipo tosto che non si è piegato al “sistema”. Da alcuni anni il palio è stato sistematicamente rimosso, a ridosso della sua ricorrenza, con ordinanze e pretesti, privando una gran parte della popolazione di un evento che aveva acquisito la sua precisa connotazione storica all’interno di un percorso culturale regionale di rilevanza.

Secondo gran parte dell'opinione pubblica il Palio Storico è stato “flagellato” per futili motivi, insabbiato dalla politica e dall’informazione e dalla comunicazione compiacente e battimani, pronta a cedere al “sistema”del “tutto ha un prezzo”. In questi giorni pieni di dolore, sintesi perfetta di un quadriennio ancor più mesto e doloroso, Gianfranco Pizzo, un cavaliere del Palio “assassinato” ha inviato una lettera aperta, a mezzo social, al sindaco Mauri manifestando la sua rabbiosa costernazione: “

In questi giorni lei sta realizzando un sogno che ha nel cassetto già da tempo – scrive Pizzo – quello di non far disputare il Palio Storico città di Angri, XXIV edizione, sostituendola con giochi medioevali” e ancora prosegue Pizzo: “Ricordo che nella scorsa campagna elettorale lei si proponeva come padre di tutti cercando di fare le cose giuste per questa comunità e per questo paese ad oggi tutto ciò non è, visto il suo comportamento e il suo atteggiamento nei nostri confronti”. Infine l’affondo: “spero che tutti i cittadini leggono questa lettera in modo che si ricorderanno di noi (sabotati), ma in special modo di lei che sta cercando di distruggere la storia di questo paese, ma si ricordi che noi cavalieri di San Giuda Taddeo non glielo permetteremo, perché affinché esisterà un solo cavaliere il palio si farà sempre”. Ora Mauri si appresta a sottoporsi al giudizio popolare, dalle urne uscirà un verdetto inequivocabile che dirà se il “cancellatore” ha avuto ragione o meno a mettere in atto un revisionismo unilaterale, avallato da pochi ferventi sostenitori che però hanno inciso profondamente sulla vita sociale e culturale della cittadina. La lista dei misfatti si allunga.
Luciano Verdoliva

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