Campania. Via libera alla legge sull’autismo. Soddisfazione di Raffaele Topo

L’aula ha votato favorevolmente e a maggioranza il testo unificato illustrato in aula da Raffaele Topo del Pd, presidente della Commissione consiliare Sanità. La legge, che si rivolge non solo ai soggetti affetti da problemi del neuro sviluppo, istituisce una Consulta regionale per i disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescenza e dello spettro autistico, che svolge attività propositiva, consultiva e di osservazione del fenomeno in Regione Campania. La Giunta regionale con proprio atto, entro e non oltre novanta giorni dalla entrata in vigore della presente legge, ne disciplina i criteri e le modalità di funzionamento. La Consulta e’ costituita dall’assessore regionale alla Sanità o un suo delegato, che la presiede, l’assessore alle Politiche Sociali o suo delegato; l’assessore all’Istruzione o suo delegato; l’assessore al Lavoro e alla Formazione professionale o suo delegato; il direttore dell’Ufficio scolastico regionale o suo delegato; un rappresentante per ogni associazione o federazione di associazioni, legalmente costituite, di familiari delle persone affette da questo tipo di disturbo, operanti sul territorio regionale;un docente universitario in neuropsichiatria infantile; un neurologo, uno psicologo, uno psichiatra, un pediatra di libera scelta, un medico di medicina generale, un medico genetista, un epidemiologo, uno psicoterapeuta, uno specialista in igiene e medicina preventiva, un pedagogo.

La Consulta, a seconda delle tematiche trattate, può essere integrata da altre figure professionali dotate di competenza ed esperienza in tali ambiti. La Consulta dura in carica tre anni ed i componenti possono essere confermati, la partecipazione all’organismo e’ gratuita. La legge istituisce un Centro unico per la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza e dello Spettro Autistico, una Rete regionale integrato dei servizi e Nuclei di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’Adolescenza. In relazione a questi nuclei, la norma prevede che ciascuna Asl, istituisce, a livello distrettuale o interdistrettuale, con un bacino di popolazione di riferimento non superiore ai 200.000 abitanti, i Nuclei di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Nnpia) che assicurano la presa in carico globale per la gestione integrata dei bisogni di cura e assistenza delle persone con i disturbi e le patologie. In casi specifici, qualora dovesse emergere l’opportunità di un allontanamento temporaneo dal normale ambiente di vita per il migliore esito del programma terapeutico, i servizi territoriali dovranno disporre di strutture residenziali e semiresidenziali per inserimenti limitati nel tempo con chiari obiettivi terapeutici e in collegamento con i Nnpia di riferimento del minore.

“La legge regionale sull’autismo e’ una svolta per l’assistenza”. Lo ha detto Raffaele Topo del Pd, presidente della Commissione consiliare Sanita’, in merito all’approvazione della legge sull’autismo. “La legge – ha spiegato – definisce una organizzazione unitaria del Servizio Sanitario Regionale della rete di assistenza alle persone in eta’ evolutiva con disturbi del neuro-sviluppo e patologie neuropsichiatriche e alle persone con disturbi dello spettro autistico”. “L’assistenza, da oggi – ha sottolineato – sara’ omogenea su tutto il territorio regionale, grazie al lavoro e al contributo di tutti i componenti della Commissione da me presieduta, dopo un attento lavoro durato diversi mesi”. “E’ prevista una Rete di assistenza regionale per l’erogazione di servizi, da quelli territoriali a quelli ospedalieri – ha evidenziato – con l’istituzione di equipe multidisciplinari per la presa in carico, la diagnosi e la cura dei minori e sono anche previsti inoltre protocolli per la continuita’ assistenziale per il passaggio dall’eta’ adolescenziale e quella adulta”. “Le Asl entro 90 giorni dalla entrata in vigore – ha proseguito – dovranno predisporre un piano operativo per di garantire l’assistenza a tutte le persone affette dai disturbi dello spettro autistico abbattendo le lunghe liste d’attesa”. “Centrale e’ il ruolo di famiglie e associazioni, impegnate attivamente nella scelta di piani terapeutici – ha aggiunto – e nel monitoraggio dell’assistenza dei pazienti affetti da tali patologie, nonche’ nella gestione stessa dei servizi erogati”. “La legge prevede inoltre la formazione continua di operatori del settore sanitario e sociale, di famiglie e caregiver – ha concluso – oltre che la formazione specialistica di medici e pediatri, coinvolgendo al tempo stesso le scuole e gli enti locali”

Ansa

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