Fallimento Iacp Futura, sette indagati

Fallimento IACP Futura, sette indagati. Il personale della Sezione Operativa della DIA di Salerno ha notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari e contestuale informazione di garanzia, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno-DDA nei confronti di 7 indagati, ritenuti responsabili, in concorso continuato, del reato di bancarotta fraudolenta,
nell’ambito delle indagine relative al fallimento della società a partecipazione pubblica “IACP FUTURA S.c.a.r.l.” , poi ricapitalizzata in “IACP FUTURA S.r.l.”.

Risultano coinvolti l’ex commissario straordinario e poi presidente dell’Iacp Futura, Gaetano Chirico; Massimo D’Onofrio, già consigliere provinciale di Salerno e consigliere d’amministrazione della Iacp Futura; Salvatore Marrazzo, imprenditore edile titolare della società Mar.Sal. srl.

Indagati, inoltre, Rosaria Chechile, Sabato Mottola, Giuseppe Fiorillo e Angela D’Angelo.

Le indagini, iniziate nel 2010 e completate quest’anno, sono state coordinate dalla DDA di Salerno, pm Vincenzo Montemurro, e condotte da personale della Dia di Salerno, dirette dal colonnello Giulio Pini e dal capitano Fausto Iannaccone.

Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero attuato azioni finalizzate alla dispersione del patrimonio della Iacp Futura, a partecipazione pubblica, allo scopo di ricavarne illeciti profitti mediante la tenuta irregolare delle scritture contabili della società, in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento degli affari della società “IACP FUTURA S.r.l.”, nonché con la concessione di finanziamenti sprovvisti di giustificazione contabile, effettuati ad un prezzo inferiore a quello di mercato con un minor ricavo, concessi dalla suddetta società a partecipazione pubblica a più da persone giuridiche e fisiche e la corresponsione di compensi a più amministratori della medesima società a partecipazione pubblica, senza alcuna giustificazione contabile e formale, in eccedenza rispetto alle somme deliberate e riconosciute dall’assemblea della società “IACP FUTURA S.r.l.”.

E ancora, attraverso il riconoscimento di adeguamenti ISTAT spropositati e non giustificati (pari al 16,98%) in favore di società private esecutrici di lavori commissionati dalla “IACP FUTURA S.r.l.”; la delibera di un finanziamento a fondo perduto in favore del locale istituto bancario “Credito Salernitano”; la vendita, in favore di privati, di beni immobili (locali commerciali e depositi) nella disponibilità della società “IACP FUTURA S.r.l.” ad un prezzo significativamente inferiore a quello di mercato; con l’acquisto di beni mobili con le risorse della società “IACP FUTURA S.r.l.”, per effettuare regali e di vario genere a privati.

Inoltre, scoperta la destinazione di ingenti somme di danaro del capitale sociale della “IACP FUTURA S.r.l.”per la realizzazione di progetti architettonici fittizi mai commissionati e mai realizzati e molteplici pagamenti illegittimi e preferenziali disposti in favore di società private (la “S.C.M. ENGINEERING S.r.l.”, la “REAL EDIL S.p.a.”, la “SOC.LI.GHE. S.r.l.” e la “GE.SA.S.IM.MM S.r.l.”) nelle quali gli indagati avevano partecipazioni ovvero ad essi riconducibili, per diversi lavori di esecuzione di opere, in quanto gli importi venivano liquidati e pagati prima dell’emissione delle fatture.

E’ emersa, inoltre, la partecipazione a società consortili con quote irrisorie ed, in particolare, la erogazione in favore del “CONSORZIO SALERNO CASA” a titolo di elargizione formalmente schermata dalla voce “contributo consorzio”, di ingenti somme di danaro per un periodo di tempo significativo (dall’anno 2007 all’anno 2011) e l’elargizione di pagamenti, con la causale “quote consortili”, in favore del “CONSORZIO CARITI” (società in liquidazione), pur non risultando la “IACP FUTURA S.r.l.” soggetto consorziato.

Sarebbe stato cosi cagionato un significativo danno economico di oltre 11 milioni di euro (come ricostruiti dalle attività investigative) alla società “IACP FUTURA S.r.l.” (partecipata dalla società IACP Salerno), anche in pregiudizio dei creditori ammessi allo stato passivo fallimentare.

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