Fiume Sarno, scafatesi costretti a vivere barricati in casa

Odore nauseabondo e cittadini esasperati. A Scafati, la storia si ripete. I miasmi che si levano dal fiume Sarno rendono la vita impossibile ai residenti che invocano controlli atti a individuare gli scarichi abusivi e la bonifica del corso d’acqua. Scende in campo anche l’ex consigliere comunale Angelo Matrone che punta il dito contro chi continua a ridurre il corso d’acqua che attraversa la città a una pattumiera. “Siamo stanchi di fare sempre i conti con questi scarichi illegali, che distruggono la nostra estate. Non si può vivere barricati in casa con un odore che ci intossica anche l’anima”, dichiara Matrone.

L’ex consigliere lancia un appello alla Commissione straordinaria, affinché si prendano provvedimenti per risolvere una situazione diventata ingestibile. “Servono ulteriori controlli. I vigili urbani in questo senso fanno già tanto, ma serve l’impegno di tutte le forze dell’ordine presenti sul territorio. Il prefetto Gerardina Basilicata, capo della Commissione prefettizia, è persona attenta ai problemi della città. Per questo mi auspico che, oltre a punire chi non rispetta le regole per la raccolta differenziata, ci siano sanzioni salate anche per chi inquina il Sarno. Imprenditori e cittadini che non rispettano le regole vanno puniti”.

Un cambio di rotta, dunque, necessario per Matrone. “Vedere l’acqua colorarsi è un colpo al cuore ogni volta. La natura va rispettata. Ecco perché credo sia anche giusto costituirsi parte civile in eventuali processi contro questi criminali. Chi uccide la salute dei nostri figli e il nostro futuro non merita comprensione. Il caldo e questo odore stanno mettendo Scafati in ginocchio. Bisogna fare di tutto per rialzarsi”.

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