Giovanni Giudice: “Rete viaria provinciale allo stremo. Bisogna intervenire”

Estate nuova, strade vecchie. Non cambia la situazione delle strade provinciali del territorio salernitano, di anno in anno sempre più malconce e sempre meno a prova di turisti.

«Sono anni, che costantemente, chiediamo interventi concreti per quanto riguarda la viabilità provinciale ma tra mancanza di fondi e disinteresse non si muove nulla e a pagarne le pene, come sempre, sono gli automobilisti il cui numero aumenta esponenzialmente durante la stagione estiva». Sono queste le parole del Segretario Regionale della Cisal Terziario, Giovanni Giudice, in merito alla situazione della rete stradale provinciale salernitana.

«Penso al masso sulla provinciale Aquara-Castelcivita; penso alle difficoltà per raggiungere il Cilento o agli ingorghi, puntuali come orologi svizzeri, sulle strade della Costiera Amalfitana – prosegue il Segretario Giudice –. Strade che sono interrotte, malmesse, disconnesse, difficili da affrontare senza un piano di manutenzione e un piano di viabilità seri. Come purtroppo molto spesso accade, però, durante circa 8 mesi di grandi pensieri e impegni non mantenuti, ci ritroviamo ad un passo dall’estate con le condizioni assolutamente immutate. Il tutto con buona pace dei turisti che, per raggiungere le mete delle agognate vacanze, sono costretti a trascorrere in auto, sulle strade salernitane, molte ore delle loro giornate, spesso costretti anche a poco piacevoli percorsi a ostacoli».
«La situazione delle Province, in particolar modo di quella di Salerno, non è delle migliori. Temo che, ben presto, anche l’amministrazione provinciale salernitana piombi nel baratro come accaduto a quella di Caserta, che è stata costretta alla chiusura degli edifici scolastici per mancanza di manutenzione. Anche noi dovremo chiudere le scuole? Dovremo interdire il traffico su tutta la rete viaria provinciale perché la Provincia non ha i soldi per riparare le strade? Bella idea davvero, quella di Renzi, di avviare il processo di eliminazione delle Province, senza neanche pensare ad un’alternativa valida per dare una mano ai territori che, ormai da tempo, sono abbandonati a loro stessi. In questo sconfortante quadro, è ora che gli organi competenti – conclude Giudice – si facciano carico delle proprie responsabilità e agiscano: non importa come e dove reperire le risorse, l’importante è che si risponda alle esigenze dei territori e dei cittadini, tutelandone sempre l’incolumità».

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