Inquinamento e allagamenti. Paolino: “Un problema scafatese. Gli altri comuni ci hanno rovinato. Non si può marciare insieme”

“Inquinamento e allagamenti. Un problema scafatese. Gli altri comuni ci hanno rovinato con le concerie e bloccando le opere. Interessi diversi, non si puó marciare insieme”. Questo in sintesi il pensiero del Consigliere regionale di Forza Italia, Monica Paolino, che affida a una lettera aperta le sue considerazioni.

Di seguito la missiva.

Cari cittadini, il tanfo, l’inquinamento del fiume Sarno lo subisce il Comune di Scafati. Sono da encomiare, pertanto, i tanti scafatesi che sono scesi in piazza per manifestare un disagio che perdura da piu di quaranta anni. È un problema – lo ribadisco – che si puó risolvere solo con le opere avviate dal governo Caldoro: la rete fognaria, i collettori e sub collettori e, soprattutto, il Grande Progetto Sarno, finanziato dalla Comunità Europea per circa 217 milioni di euro. Un’opera mai iniziata per l’interesse spicciolo e di parte di proprietari terrieri che non appartengono alla nostra città e che hanno condotto la loro opposizione al Tar e al Consiglio di Stato solo per motivi economici legati agli espropri, nascondendosi dietro comitati e un falso ambientalismo di facciata. Oggi, per la prima volta questi proprietari terrieri sono arrivati anche a Scafati, utilizzando gli scafatesi per i propri interessi.

È piú che evidente che i nostri obiettivi sono diversi. Sono gli stessi sostenuti da Caldoro e confermati anche dal Governo De Luca nella delibera di giunta n.282 di Maggio scorso. È assolutamente necessario accelerare i lavori in itinere, in particolare i lavori per la rete fognaria e del collettore sub 1, opera che abbiamo fatto ripartire dopo 14 anni e oggi di nuovo ferma al palo, a causa del mancato pagamento di due sal. Infine, bisogna spingere il presidente De Luca ad accelerare gli appalti relativi ai primi quattro lotti del Grande Progetto Sarno, che prevede il dragaggio dalla foce del fiume fino ai confini di Scafati. Un’opera di risanamento che puó risolvere in parte anche il problema degli allagamenti…perchè diciamolo pure, l’acqua che dovrebbe essere raccolta dalle loro vasche è la stessa che va a finire in piazza Garibaldi, nell’atrio comunale e nelle cantine.

Noi scafatesi, con le marce, le proteste, anche con il blocco delle autostrade, con l’occupazione pacifica del consiglio regionale, ognuno nell’ambito delle proprie responsabilità, dobbiamo batterci per tutto questo. Perchè il fiume Sarno è un problema scafatese e non certo di chi, in questi anni, ci ha distrutto per interessi personali ed economici, con le proprie concerie e oggi continua a farlo per difendere gli interessi economici dei proprietari terrieri”.

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