Mogli, madri e i tanti tabù nel Sud degli anni ’40 ne “Il silenzio delle madri” di Pina Esposito

Da un paese della Calabria, aspro e selvaggio, durante la Seconda guerra mondiale, un giovane soldato parte per il servizio di leva. La destinazione è una città del Salernitano abbastanza evoluta e tanto diversa dalla sua terra. Si tratta della città più importante dell’Agro nocerino-sarnese, polo di industrie conserviere, di pastifici e cotoniere, nonché sede del più importante ospedale psichiatrico del Sud. Nel romanzo della professoressa Pina Esposito, “Il silenzio delle madri”, edito da Oèdipus (176 pagine, 14.20 euro), Nocera Inferiore, che nella finzione letteraria diviene Careno, la fa da padrona. E’ nella città dell’Agro che avviene, a poche centinaia di metri dalla caserma rossa borbonica, l’incontro del soldato con una ragazza del posto di cui s’innamora. La giovane, bella, elegante e profumata, trascina con sé un mondo nuovo che lo travolge. La passione è pronta a scoppiare e coinvolge entrambi. Da qui allo scandalo il passo è breve: restare incinta, negli anni quaranta, era una vera tragedia. Il soldato ha paura, già prevede la reazione dei suoi genitori. Il padre del soldato respinge “l’intrusa” e la notizia di un matrimonio riparatore viene accolta con il pianto da prefica disperata della madre che si scioglie i capelli nel “lutto”.

I personaggi si muovono ed agiscono guidati e, quasi, schiacciati dal macigno del contesto antropologicamente connotato da mentalità diverse e lontane, seppure appartenenti ad un unico Sud che, a macchie di leopardo, non è omogeneo. Prepotenze, astuzie, pregiudizi e il tracciato della storia che fa il suo corso fra bombe, cieli grigi, urla e il graduale risveglio delle bandiere che porteranno alla liberazione. In parallelo, si snoda la storia di un’altra donna che porta avanti la sua vita in un paese poco lontano dalla città della giovane che aspetta un figlio e che non sa se mai si sposerà. Donne diverse, quindi, destinate ad incontrarsi. La storia procede mediante una narrazione che crea disfasie fra l’oggi e il passato. Un romanzo di memoria che intreccia le storie personali, alla storia del nostro Paese. Un ritratto familiare, un mondo di madri visto attraverso gli occhi di una bambina, poi divenuta adolescente e infine donna, con continui flash back grazie ai quali gettare uno sguardo oltre le madri, verso un paese che vive la sua quotidianità all’ombra di vecchie
e nuove dinamiche sociali. Pina Esposito vive e lavora a Nocera Inferiore come docente di lettere nelle Scuole superiori.

Luigi Novi

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