Monti Lattari. Rischio idrogeologico, si corre ai ripari

L’Ente Parco regionale di Monti Lattari e i Comuni dell’area stabiese e della penisola sorrentina si mobilitano per prevenire i danni e di disagi che deriveranno dalle piogge autunnali, attesi in seguito al dissesto idrogeologico causato dai vasti incendi di questa estate.

Questa mattina, Sma Campania, il presidente del Parco dei Monti Lattari, Tristano Dello Joio, con i sindaci di Vico Equense, Andrea Buonocore, l’assessore ai Lavori Pubblici Gennaro Cinque, il sindaco di Meta e Consigliere della Citta’ Metropolitana di Napoli Giuseppe Tito, hanno effettuato un sopralluogo sui territori devastati dagli incendi, per calendarizzare gli interventi di somma urgenza necessari alla salvaguardia della pubblica incolumita’.

“Prima delle stagione delle grandi piogge e’ necessario valutare l’entita’ dei danni sulle aree montuose che insistono sui territori dei 27 Comuni di competenza dell’Ente Parco e pianificare interventi di Protezione Civile per la manutenzione straordinaria e la pulizia dei canali di scolo delle zone maggiormente a rischio, per scongiurare possibili disastri ambientali – spiega il presidente Dello Joio – Sul versante stabiese, in particolare, e’ in programma la manutenzione delle vasche borboniche che consentono il deflusso lontano dai centri abitati delle acque piovane provenienti dall’area collinare e che sono attualmente ricolme di detriti. Le vasche sono deteriorate dalla prolungata incuria e mancata manutenzione di anni”. “Avevamo sollecitato la Regione Campania – conclude il presidente dell’Ente Parco – perche’, ai fini della mitigazione del rischio, fossero individuate velocemente le criticita’ conseguenti alla devastante estate di incendi, alla luce dello stato di cattiva o mancata manutenzione di molti dei canali di raccolta e deflusso delle acque piovane presenti sulle aree interessate. Oggi abbiamo ricevuto la garanzia da parte della Regione Campania per i suddetti interventi. Stiamo valutando, tra l’altro, l’opportunita’ di effettuare una manutenzione ordinaria con cadenza periodica, coordinata dall’Ente Parco in veste sovracomunale, sul monte Faito e su tutti i territori di competenza del Parco, interessati dal rischio idrogeologico”. (ANSA).

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