Nocera Superiore, dopo 40 anni si approva il PUC

«È il nostro testamento politico che lasciamo alla città, il nostro atto d’amore più forte che lasciamo ai figli di Nocera Superiore. Per noi aver portato raggiunto questo traguardo in un anno è motivo di grande orgoglio».
Giovanni Maria Cuofano richiama la figura di Telemaco per illustrare, nel dettaglio, il PUC approvato dal consiglio comunale dopo una maratona durata circa 13 ore.

Un Piano Urbanistico a consumo di suolo zero che pianifica soltanto interventi di rigenerazione sull’edificato già esistente, che guarda alla mobilità per creare una rete logistica a misura delle aziende che arriveranno sul territorio, che bilancia gli interventi di edilizia privata con interventi di edilizia pubblica residenziale nella misura del 40%, che impedisce la speculazione della grande distribuzione organizzata a tutela delle attività di vicinato ed artigianale, che ridisegna l’allocazione delle attività produttive con un’area PIP dedicata, che conferisce ordine e visione all’intero comparto aziendale.

«La città si è formata in una promiscuità urbanistica dove i vari governi locali che si sono avvicendati non hanno controllato i processi edificatori lasciando strada alla speculazione», sottolinea Cuofano.

E aggiunge: «Il PUC è lo strumento sblocca-Nocera che restituisce alla città dopo 40 anni una visione intelligente e funzionale in termini di mobilità, servizi, attrazione turistica, rigenerazione urbana. La nostra rivoluzione della normalità continua».

Diversi e numerosi gli interventi previsti dal Piano, fra cui: il recupero dello storico Palazzo Fresa, la realizzazione della cittadella sportiva in via Spagnuolo, il programma di recupero delle aree produttive in via Indipendenza, l’ampliamento della scuola De Amicis e la creazione della cittadella scolastica Fresa-Pascoli, il recupero di Nuceria sotterranea, parcheggi pubblici in via Russo e Pecorari, la riqualificazione paesaggistica ed ambientale del torrente Cavaiola, il programma di recupero per la riconversione dell’area dismessa a Materdomini.

«Tutta la città – spiega il sindaco – ripeto, tutta la città quartiere per quartiere, strada per strada, hanno trovato una precisa allocazione d’intervento all’interno del PUC».

LE VISION DI PIANO

Nuceria sostenibile

1. la costruzione della rete ecologica comunale, mediante la realizzazione di green way, parchi fluviali, e parchi urbani, al fine di assicurare la connessione tra le aree a maggior grado di naturalità-biodiversità che circondano l’ambito urbano.

2. la tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico e forestale, quale sistema portante della rete ecologica nazionale, regionale e provinciale, mediante:
– la tutela delle componenti peculiari geologiche, geomorfologiche, vegetazionali e paesaggistiche che connotano l’assetto fisico del territorio;
– la riqualificazione e/o la rinaturalizzazione dei siti che presentino caratteri di degrado, che risultino destrutturati o alterati dalla presenza di attività ed insediamenti o manufatti inconciliabili;
– la valorizzazione delle emergenze naturalistiche dell’area a fini didattici e turistici, mediante il ripristino, l’adeguamento e l’integrazione della sentieristica, per potenziare la fruizione dell’area a fini escursionistici (passeggiate naturalistiche) e per la pratica di attività sportive, e garantire il pubblico accesso ai luoghi panoramici.

3. la tutela dei torrenti Cavaiola, Mandrizzo e Casarzano e delle relative aree di pertinenza, mediante interventi di bonifica, rinaturalizzazione e messa in sicurezza (ricorrendo a tecniche di ingegneria naturalistica).

4. un programma integrato di riqualificazione paesaggistica, ambientale ed idrogeologica dei tratti del torrente Cavaiola ricadenti in ambito urbanizzato mediante la promozione di interventi di manutenzione periodica dell’alveo e delle aree ad esso limitrofe, la rimozione degli elementi di superfetazione o comunque determinanti il degrado paesaggistico ed ambientale dell’area ed inconciliabili con le esigenze di valorizzazione dei suoi valori, l’adeguamento della sezione idraulica in taluni tratti, anche mediante il coordinamento delle previsioni dei piani urbanistici attuativi che dovranno interessare le aree ed i manufatti limitrofi;

5. la tutela e valorizzazione dei mosaici agricoli ed agroforestali mediante il recupero delle colture tipiche e tradizionali attraverso il sostegno ad azioni di adeguamento strutturale alle aziende agricole, l’adesione a sistemi di qualità, l’adeguamento agli standard produttivi e l’offerta di servizi di assistenza tecnica (marketing, azioni di commercializzazione, etc.);

6. la diffusione dell’agricoltura biologica quale presidio territoriale, fattore di contenimento dei carichi inquinanti ed elemento di valorizzazione dell’offerta agroalimentare

Nuceria da riqualificare

1. Riorganizzazione, riqualificazione e messa a norma della struttura insediativa
A tal fine il Piano prevede:
1. di evitare/recuperare la commistione casuale tra aree residenziali ed aree/funzioni produttive, o comunque non direttamente connesse alla residenza;
2. di incentivare la delocalizzazione delle funzioni produttive inconciliabili con il tessuto residenziale (attività industriali e artigianali) in specifiche aree attrezzate, di dimensione locale e/o comprensoriale, ubicate in posizioni strategiche rispetto alle principali reti per la mobilità;
3. di riconvertire le aree e/o i contenitori dimessi, privilegiando la localizzazione di funzioni urbane ed il recupero e/o l’adeguamento degli standard (aree attrezzate per il verde, la fruizione culturale, lo sport ed il tempo libero – anche di scala intercomunale);
4. di integrare il sistema degli spazi pubblici e dei servizi collettivi.

2. Riorganizzazione funzionale e potenziamento del sistema delle attrezzature e dei servizi di scala locale, anche al fine del soddisfacimento degli standard urbanistici previsti per legge (scuole, attrezzature di interesse comune, impianti sportivi, verde attrezzato parchi urbani e/o territoriali), tenendo conto delle effettive esigenze della comunità e del territorio e nel rispetto delle caratteristiche delle aree.

Nuceria smart community

1. Istituzione di un sistema di parchi di rilievo comunale e territoriali, che opportunamente connessi tra di loro, mediante la realizzazione di green way, parchi fluviali e parchi urbani, vadano effettivamente a costituire la struttura portante della rete ecologica comunale.

Le connessioni saranno realizzate tramite:
• recupero della sentieristica attraverso la configurazione di un sistema di passeggiate ecologiche, che attraversano e collegano tutte le aree di pregio naturalistico del territorio comunale; promuovendo, inoltre, eventi artistici nella natura e sulla natura (happenings di land art, earth art , earth works), nell’ambito dei quali artisti richiamati da ogni parte del mondo potrebbero realizzare opere, per lo più di carattere “effimero”, che rimarrebbero poi affidate a documentazione fotografica e video, a progetti, schizzi, ecc., con una notevole ricaduta per il turismo culturale e di settore, sia di carattere locale, che di carattere nazionale ed internazionale;
• generalizzazione di modi sostenibili di mobilità con la diffusione dell’utilizzo della bicicletta come modalità ordinaria di mobilità e l’introduzione di veicoli a motorizzazione elettrica (in prima fase, iniziando con modelli ibridi) cominciando con il trasporto pubblico destinato soprattutto a quanti raggiungono il comune di Nocera Superiore senza una propria automobile, ma utilizzando le ferrovie o il trasporto collettivo su gomma di linea.

Si potrebbe iniziare ad impostare la mobilità turistica programmando:
• una rete di colonnine di ricarica elettrica anche in connessione con gli attuali distributori di carburanti;
• una flotta di autovetture elettriche o ibride che funzionino come taxi pubblici;
• un servizio di car sharing, eventualmente in una fase successiva, con piccoli veicoli con alimentazione
elettrica.

Nuceria da scoprire

1. Valorizzazione del patrimonio culturale, archeologico ed architettonico, ed in particolare il complesso archeologico di Nuceria Alfaterna con la Necropoli monumentale di Pizzone, il teatro ellenistico romano di Pareti, l’area archeologica di Piazza del Corso, mediante un insieme sistematico di azioni materiali ed immateriali che per la valorizzazione delle “eccellenze” culturali ed al tempo stesso di tutto quel patrimonio minore che, nel suo complesso, configura una struttura di non comune bellezza e testimonianza di pregevoli valori identitari e culturali.

2. recupero e valorizzazione dei centri storici mediante la riorganizzazione funzionale delle piazze, slarghi, l’insieme delle aree verdi attrezzate, i giardini storici, al fine di integrare con un’offerta legata alle risorse culturali, archeologiche, ambientali, paesaggistiche ed etnoantropologiche, nonché all’enogastronomia ed alle tradizione locale: San Clemente, Santa Maria Maggiore, Taverne, Croce Malloni, Uscioli, Pecorari, Iroma, Portaromana, Grotti, San Pietro, Pucciano, Pareti, Camerelle.

3. la tutela e la valorizzazione dei beni storico-architettonici e testimoniali extraurbani, (monumenti isolati, masserie e manufatti dell’architettura rurale, testimonianze dell’architettura difensiva e militare, dell’architettura religiosa, etc.) al fine di promuovere itinerari tematici;

4. la valorizzazione di una rete di attività commerciali, artigianali e di servizi turistici, quale sistema integrato di promozione delle risorse e dei prodotti locali, e di riqualificazione e conservazione “attiva” della struttura fisica e dell’identità culturale dei centri storici.

Nuceria produttiva

1. Si prevede l’attuazione di strategie ed azioni volte alla riqualificazione urbanistica, paesaggistica ed ambientale degli insediamenti produttivi esistenti e l’attuazione degli stessi con i caratteri propri delle aree ecologicamente attrezzate.

L’impianto urbanistico delle aree industriali dovrà essere configurato sulla base dei principi dell’architettura bioclimatica, prevedendo, altresì, assi alberati di collegamento/attraversamento, aree di verde attrezzato con funzioni di ecosistemi di compensazione. Gli edifici dovranno essere adeguati e/o realizzati in modo da soddisfare elevati standard prestazionali e richiedere bassi consumi energetici. L’impianto dovrà essere realizzato perseguendo l’obiettivo dell’autosufficienza energetica ricorrendo all’impiego di fonti energetiche rinnovabili (geotermia profonda, fotovoltaico, ecc.). Nella sistemazione dell’area dovrà essere perseguita la tutela della qualità delle risorse idriche superficiali e sotterranee, il mantenimento, ogni volta che è possibile, della permeabilità dei suoli, e perseguito l’uso sostenibile della risorsa idrica (riciclo acque meteoriche e di produzione) nella gestione complessiva dell’impianto.

Si propone inoltre, la diversificazione delle attività esistenti nelle aree industriali, in modo tale da garantire un mixitè funzionale di attività industriali, commerciali, terziario avanzato e alberghiero, mediante anche l’utilizzo di tecnologie avanzate, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dell’agricoltura, della biodiversità, del paesaggio. Un sistema complesso nel quale intervengano i soggetti istituzionali, l’Università, laboratori di ricerca, incubatori di impresa ed imprese.