Pagani. Barone chiede l’istituzione di un tavolo permanente delle Politiche Sociali

“Istituire un tavolo Istituzionale sulle Politiche Sociali nella città di Pagani per dare risposte alle crescenti forme di povertà, al fine di realizzare uno sviluppo che favorisca la crescita del benessere collettivo e l’eseguibilità dei diritti sociali dei cittadini”. La richiesta arriva dal presidente dell’Associazione Nazionale No Aids, Giuseppe Barone.

“Deve essere uno strumento operativo – spiega Barone nella lettera indirizzata al sindaco Bottone -: una raccolta dei dati che parta dalla operatività e dallo studio degli attori direttamente coinvolti: operatori dei servizi, del privato sociale, dell’associazionismo, della scuola e dalle Parrocchie; alla individuazione dell’utenza reale, quella cioè che arriva ai servizi, e di quella potenziale, cioè quella che, invece, non riesce ad arrivare ai servizi o che gli uffici non riescono ad accogliere; alla possibilità di leggere tali dati all’interno di una visione comune che possa far sentire tutti gli attori sociali coinvolti in conseguenti e precise responsabilità operative; a una mappatura dell’esistente, di quanto utilizzato e di quanto non utilizzato o attivato e che, invece, potrebbe esserlo attraverso un’azione congiunta di più attori sociali e quindi più incisiva”.

Il Tavolo dovrà prevede quattro macro-aree di lavoro:

• povertà
• disabilità/non autosufficienza
• minori e famiglia
• immigrazione

per la definizione delle quali saranno chiamati oltre ai servizi comunali, i servizi della ASL,l’associazionismo e il privato sociale di riferimento, la scuola. L’individuazione delle macro-aree, si rende necessaria per evitare al massimo il rischio di un’eccessiva frammentazione degli interventi e la perdita di una visione completa delle aree tematiche, indispensabile per le azioni di prevenzione, nonostante le azioni specifiche che all’interno delle macro-aree saranno poste in campo.

Lavoro di Rete

• attivare il lavoro di rete interistituzionale con ASL, CSA (ex provveditorato agli studi), Centro per la Giustizia Minorile, Ministero della Giustizia,Università, nonché con le rappresentanze del Terzo Settore per porre il servizio sociale comunale al centro di azioni sinergiche e programmate che possano far superare la frammentarietà e la parcellizzazione dei nostri interventi e puntare ad azioni preventive;

Il servizio di pronto intervento

studiare le modalità per garantire un servizio di pronto intervento sociale che sia strutturato in modo tale da garantire una reperibilità durante tutta le settimana per poter predisporre quegli interventi di risposta immediata ad emergenze anche momentanee. il servizio va concordato in stretto rapporto con i sindacati, la polizia municipale e con una rete di volontari;

la stabilità del servizio

• ridisegnare la struttura operativa del servizio sociale anche attraverso lo studio degli strumenti che la legislazione corrente mette in campo per garantire la presenza degli operatori operando nel crinale legislativo tra l’impossibilità di assunzioni e il superamento delle convenzioni, anche attraverso lo studio di esperienze avviate nel territorio nazionale;

Informazione al cittadino

• avviare una corretta e puntuale informazione attraverso uno studio delle modalità più efficaci per informare il cittadino sui servizi ai quali ha diritto e sulle modalità per accedervi;

la rete intersettoriale

• rafforzare il lavoro di rete interassessoriale, con una particolare sinergia con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione e con quello alle Politiche della Casa anche se l’aggettivo sociale implica un’attenzione particolare alla sua declinazione nelle politiche urbanistiche, del lavoro, dell’ambiente;

la mappatura degli spazi

• realizzare la mappatura degli spazi che possano accogliere in città altre ludoteche e centri aggregativi con il coinvolgimento attivo dei cittadini dei nostri quartieri;

la documentazione

• concertare l’attività di documentazione interna al servizio sociale comunale per la raccolta dei dati e delle informazioni sull’utenza dei nostri servizi e sulle esigenze dei cittadini da confrontare con gli altri attori del Tavolo;

la razionalizzazione della spesa

• studiare gli strumenti che permettano la razionalizzazione della spesa corrente attraverso una rigorosa valutazione del rapporto tra spese e benefici effettivi per i cittadini che porti a una riqualificazione congiunta della spesa e dei servizi. Non più procrastinabile è la ricerca di fonti di finanziamento supplementari e complementari per poter ampliare progressivamente la platea dei destinatari degli interventi di sostegno e di servizi. La necessità di ricavare nuove risorse è dettata non solo dall’esigenza di copertura della spesa dei servizi esistenti, ma anche da quella più generale di salvaguardare l’equità intergenerazionale per evitare di scaricare sulle generazioni più giovani costi eccessivi e carichi di cura troppo spesso insopportabili;

l’aggiornamento dei regolamenti

• aggiornare i regolamenti comunali sui servizi sociali: dall’assistenza economica all’accesso al nido, dai contributi per le rette degli istituti a quelli dell’assistenza domiciliare, al rapporto con le associazioni di volontariato etc;

le politiche di promozione sociale
• attivare politiche sociali che aiutino il cittadino ad uscire dal circuito assistenziale anche attraverso un lavoro interassessoriale che permetta di trasformare alcune attività di utilità pubblica in forme di sostegno al reddito;

il presidio estivo
• presidiare efficacemente il periodo estivo e in particolare il mese di agosto con un potenziamento dei servizi rivolti agli anziani e a quanti versano in condizioni che possono essere aggravate dalla solitudine estiva.

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