Pagani. Chiusura dell’ufficio ticket. Toscano: “Decisione ignobile”

“La chiusura dell’ ufficio ticket all’ospedale di Pagani rappresenta l’ennesima emergenza che i nostri concittadini, degenti, malati oncologici e pazienti sono costretti a fronteggiare. Per i malati oncologici, in particolare, questa ignobile decisione, si somma alla perdurante mancanza della radioterapia che li costringe, insieme alle loro famiglie, a vivere un calvario quotidiano fatto di continui spostamenti verso strutture convenzionate presenti in territori distanti”. Così Emilio Toscano, ex segretario del Pd di Pagani.

“Sospendere un servizio di importanza cruciale, senza stabilire tempi certi ma soprattutto senza minimamente preoccuparsi di trovare una soluzione che riuscisse a garantirlo almeno in un tempo giornaliero ridotto – aggiunge – è un chiaro segnale di superficialità e di trascuratezza rispetto alle esigenze umane della nostra gente. Ci si “preoccupa” dei costi di un utile part time ma non si fa altrettanto per tante nomine improduttive e realmente, gravose per le tasche degli utenti. Ed intanto, mentre cio accade, le amministrazioni si dimostrano prontamente insensibili rispetto alla questione, i partiti nel chiuso delle loro stanze, staranno discutendo di come fare per attaccare Enti, allo scopo di ricavarne qualche beneficio personale o forse staranno commentando in politichese qualche astratta vicenda. E gli stessi, poi, il giorno dopo si interrogano sul distacco della gente dalla politica, dimenticando che forse sono i partiti ad aver perso il contatto con le persone e la sensibilità verso le problematiche reali e quotidiane. Si continua a chiedere, dimenticando di dover invece rispondere.
A margine, poi, vi è chi si preoccupa di verificare che le aiuole siano curate e l’erba sia rasa nella misura gradita”.

E ancora: “Siamo fiduciosi del lavoro attento e meticoloso del governo regionale per il comparto sanitario ma al contempo auspichiamo che chi è deputato a consultarsi con i territori per individuarne le criticità e le istanze, lo faccia riconoscendo chi realmente opera su di essi e rispettando le comunità attraverso la risoluzione delle problematiche. È il momento di concentrare gli sforzi per individuare soluzioni, magari cominciando ad individuare attenti interlocutori sui territori e rivedendo anche l’ utilità di qualche nomina che, alla luce dei fatti, si rivela superflua a discapito magari di figure realmente produttive, necessarie ed efficienti che in alcuni casi ancora mancano”.