Pagani. Consiglio comunale, FdI replica a Bottone

E scontro senza fine a Pagani tra il gruppo di Fratelli d’Italia di sindaco Bottone. Nuova presa di posizione del capogruppo Raffaelina Stoia dopo l’intervento di Bottone sulla richiesta di convocazione del consiglio comunale. FDI non le manda a dire al primo cittadino.

Di seguito la nota.

“Leggendo le farneticanti del Sindaco riferite alla richiesta di convocazione del Consiglio Comunale nuovamente formalizzata dai consiglieri di FDI e FI il 30 Giugno 2017 dopo che Pinocchio e la sua combriccola del paese dei Balocchi si erano sottratti alla discussione facendo mancare il numero legale, abbiamo avuto netta e chiara l’impressione – per le tante sciocchezze propalate – di un netto peggioramento del primo cittadino e di chi “ gli scrive i comunicati e gli suggerisce gli argomenti e le posizioni da assumere durante le interviste”.
E’ per questo che, umanamente impressionati e sinceramente dispiaciuti di ciò, ci limitiamo solo a suggerire alla “stampella della maggiornza”, cioè al Presidente del Consiglio Comunale, di ricordare al suo socio/amico che “quando un quinto dei consiglieri comunali formalizza richiesta di convocazione del Consiglio Comunale essa è insindacabile da chicchessia” e a maggior ragione da un Sindaco che, nella fattispecie, è un semplice componente della massima assise consiliare.
Per parte nostra rassicuriamo il Sindaco perché il Gruppo Consiliare di FDI non solo conosce a fondo i problemi che ha posto per la discussione consiliare, non solo su di essi ha già formalizzato e depositato proposte risolutive ma si è anche preoccupato, proprio per evitare dispendio di energie preziose da parte degli uffici comunali, di “ ricostruire nel dettaglio e con precisione chirurgica – utilizzando esclusivamente gli atti adottati da questo Sindaco inadeguato e Pinocchio e dalla Sua inesistente Giunta – lo stato dell’arte attuale dei problemi posti all’attenzione consiliare”. Al Sindaco compete solo illustrare al Consiglio Comunale, se ne è ovviamente capace e se adeguatamente preparato da chi poi effettivmente sta operando per concretizzare determinati obiettivi sulla cui nobiltà nutriamo forti dubbi, “le intenzioni dell’Amministrazione comunale e gli obiettivi che si intendono raggiungere”.
Altro non deve fare e, quindi, al massimo deve impiegare tre/quattro ore del Suo prezioso tempo, magari sottraendolo al datore di lavoro presso cui continua a prestare full time la propria opera, per rassicurare il Consiglio Comunale di aver capito quale ruolo delicato svolge da tre anni”.