Pagani. Fondazione. FdI bacchetta il Pd: “Canoni non corrisposti dal 2009 al 2014, il Comune era guidato da Bottone prima e dalla commissione poi”

Canoni di locazione della Fondazione, il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia dice la sua e lancia stilettate all’indirizzo del PD.

“Un antico proverbio recita “chi pratica lo zoppo prima o poi finisce con lo zoppicare” e tanto è accaduto alla parte aziendale del PD locale che, dovendosi preoccupare di difendere l’operato di un Sindaco inadeguato con il quale tratta e convive da parecchi mesi, è arrivato a “propalare bugie anche rispetto ad una Sentenza giudiziaria chiara e netta” –si legge nella nota a firma di Raffaelina Stoia-. Affermare, infatti, che “la sentenza di condanna del Comune di Pagani, per canoni locazione ex Fondazione non corrisposti, è frutto di un decennio di amministrazione Gambino” è non solo denigratorio e calunnioso ma è anche bugiardo e ’finalizzato a colpire chi, unitamente al Gruppo Consiliare FDI, sostiene da mesi una battaglia di civiltà contro le connessioni politico/imprenditoriali che ormai caratterizzano l’Amministrazione Bottone e a cui alcune propaggini del PD non sono estranee’”.

E ancora: “La condanna subita dal Comune di Pagani –va avanti la nota- è stata dovuta “ a ritardata consegna delle chiavi dell’immobile, locato dalla Fondazione Santi Artisti e Mercanti, dopo la disdetta del Marzo 2010”, consegna avvenuta solo a Marzo 2014. I canoni di locazione non corrisposti, inoltre, riguardano il periodo temporale 2009/2014 in cui il Comune di Pagani era governato dal Sindaco facente funzione Bottone prima e dalla Commissione Straordinaria poi. Consegue da tanto, al di là delle affermazioni bugiarde che ormai caratterizzano anche il PD locale, che l’ennesima condanna del Comune è solo frutto di un governo scellerato del paese che non affronta i problemi ma preferisce rimandarli nel tempo attraverso il sistema, di cui è convinto sostenitore l’Avvocatura comunale su cui grava un vergognoso conflitto di interessi derivante dal sommare sulla stessa persona i ruoli di Responsabile di Settore e di Avvocato Comunale, del ricorso all’opposizione sistematica ad ogni richiesta anche avviando “liti oggettivamente temerarie”. La lettura degli atti ed il “pensare” prima di parlare dovrebbero costituire principi ineliminabili validi per tutti e quindi ci spiace dover constatare che la Capogruppo PD Fiore, invece, preferisca non ricorrere a tali principi ma praticare “il sistema del parlare a vanvera” come è accaduto più volte a partire dalla problematica “Torretta” per la quale attendiamo ancora la Sua richiesta di convocazione del Consiglio Comunale e per la quale ci spiace constatare “il calato silenzio” che -conclude Stoia- ha ormai coinvolto anche certi soggetti associazionistici e certi operatori dell’informazione che pur a parole si professano ‘avulsi dalle battaglie politiche’”.

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