Pagani. “Il gioco della vita”, un calendario per sostenere il reparto di oncoematologia

Una serie di scatti e un video per raccontare le storie di chi lotta contro la malattia senza perdere il sorriso. Un calendario per raccogliere fondi da destinare al reparto di oncoematologia dell’Ospedale “Andrea Tortora” di Pagani. “Il gioco della vita”, questo il titolo del progetto, nasce dall’idea di alcuni amici, che hanno deciso di mettere a disposizione le loro competenze e le loro professionalità per sostenere i pazienti e gli operatori della struttura ospedaliera.
Paola Apicella, operatrice sanitaria del reparto di oncoematologia, Raffaele Autoriello, i fotografi Luigi e Daniele Montoro, Salvatore Toscano e Sabrina Maiorino, grazie alla collaborazione del primario Dott. Catello Califano, dei pazienti e del personale del reparto, sono riusciti a dare concretezza a un’idea nata solo pochi giorni fa.
Tra le otto pagine del calendario le foto di pazienti, medici e operatori sanitari, alcune scattate tra le corsie del reparto. A scandire i dodici mesi del 2018 i volti di uomini e donne che sono in cura per sconfiggere il cancro, che combattono contro la malattia con coraggio. Il sorriso che illumina i loro volti è il protagonista assoluto di ogni scatto.

I fondi ricavati dalla vendita del calendario saranno destinati all’acquisto di sedici materassi ignifughi a tre sezioni. I promotori del progetto sperano di riuscire ad acquistare anche un tablet per ogni stanza del reparto. Domenica 24 dicembre, sarà possibile acquistare il calendario presso tre chiese della città di Pagani: Basilica di Sant’Alfonso, Corpo di Cristo e San Sisto.

Il calendario “Il gioco della vita”, simbolo di speranza e strumento di solidarietà, sarà presentato martedì 19 dicembre alle ore 19.00, presso l’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, a Pagani. Alla conferenza stampa parteciperanno, tra gli altri, il sindaco Salvatore Bottone, il primario del reparto di oncoematologia dell’Ospedale “Andrea Tortora”, Dott. Catello Califano, la caposala Carmela Trezza, gli operatori sanitari. Particolarmente attese le testimonianze di alcuni pazienti che hanno aderito al progetto.