Pagani. Via Napoli diventerà via Generale Niglio, si attende l’ok della Prefettura

Manca solo il via libera della Prefettura, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, poi via Napoli sarà intitolata al Generale Gennaro Niglio. La Giunta Bottone, recependo la delibera n. 76 del 23 maggio 2014, approvata con i poteri dell’esecutivo dalla commissione straordinaria, ha dato seguito all’atto di indirizzo confermando la decisione di dedicare al valoroso ufficiale una strada della città. La proposta era stata formulata lo scorso anno, dal giornalista Umberto Belpedio, che aveva inviato una missiva alla triade commissariale. Già tre anni prima, però, un gruppo di cittadini aveva avanzato la stessa richiesta all’amministrazione in carica. Ora l’iter è alle battute finali. La tanto sospirata intitolazione dovrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane. All’ufficiale, scomparso a soli 55 anni dopo uno spaventoso incidente stradale, sarà dedicata la strada che collega via Marino Guerritore con via Guido Tramontano.

Al Generale Gennaro Niglio, che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la criminalità organizzata, sono già state intitolate nei mesi scorsi, una strada di Angri e un’arteria di Scafati. Nei prossimi mesi, anche il piazzale antistante il cimitero di Nocera Inferiore dovrebbe essere dedicato alla sua memoria.

L’ufficiale, originario di Ercolano, ha lasciato un segno indelebile nell’Agro nocerino sarnese. Nel 1982, rimase gravemente ferito in un conflitto a fuoco con pericolosi latitanti, che si erano riuniti riuniti per un summit di camorra, in un ristorante Corbara. Sebbene ferito, Niglio all’epoca comandante della Compagnia di Nocera Inferiore, riuscì a portare a termine brillantemente il blitz.

Grande professionalità, umanità e rigore morale hanno caratterizzato la sua carriera. Niglio, carabiniere di razza, è stato in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta, alla camorra, alle cosche siciliane e all’anti-eversione. Nel corso del suo ultimo incarico, in qualità di Comandante dei Carabinieri della Regione Sicilia, si era adoperato tenacemente per un potenziamento del personale sull’isola e aveva gestito le delicate inchieste sulle talpe alla Dda.

Morto nel 2004, a soli 55 anni, a Caltanissetta, per le gravi ferite riportate in un gravissimo incidente stradale, nel quale rimase coinvolto insieme al suo autista, ha lasciato un segno profondo nei cuori dei suoi collaboratori e di quanti lo hanno conosciuto.

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