Patto e AgroInvest. Stile a Gambino: “Basta contrapposizioni, non è un derby”

“Basta con la politica degli attacchi e delle contrapposizioni. La politica deve arricchirsi di contenuti e contributi allo scopo comune di migliorare la società e non continue contrapposizioni che non servono”. Così l’esponente del Pd nocerino, Vincenzo Stile, replica al consigliere regionale Alberico Gamvino, che ha criticato le scelte effettuate negli ultimi giorni dalle amministrazioni locali, in merito alla gestione degli strumenti di concertazione.

“Ci sono argomenti di interesse capitale per il nostro territorio, in cui gli uomini politici dell’Agro, di qualunque colore, dovrebbero essere uniti, tutti insieme, a fare proposte per lo sviluppo del territorio e non a lottare per conquistare il territorio – aggiunge Stile -. Non siamo allo stadio dove si gioca un derby tra parti politiche che in una realtà avulsa dalla gente giocano per accaparrarsi unimprobabile consenso, siamo nella vita reale dove la gente vuole vedere politica e uomini politici come strumenti, si strumenti, per migliorare la vita di tutti e per lo sviluppo di un territorio in crisi econimica profonda, dovuta anche a una troppo esigua rappresentatività politica negli organismi istituzionale sovracomunali, la politica è un servizio”.

L’esponente del Partito Democratico analizza poi la proposta di Gambino. “Se da una parte, proponendo altre vie di accesso ai fondi europei, pone un motivo di discussione e arricchimento del dibattito sui nuovi aspetti di reperimento dei fondi, che può anche essere un’altra opportunità da sfruttare, è anche vero che Patto e Agroinvest, sono degli enti territoriali di area vasta e non si può prescindere da questo valore, perché lo sviluppo del territorio esige un discorso che aggreghi più comuni, in modo che possa davvero cambiare la situazione di tutto l’Agro – afferma -. In tutto questo Patto e Agroinvest, rispondono a questa logica, e la scelta dell’Amministrazione Regionale, Provinciale e dei Comuni di puntare sullo sviluppo di tutto l’Agro con il rilancio e il risanamento di questi enti, magari per fonderli in un unico ente, appare la più difficile, ma anche la più giusta per il futuro. Per questi motivi non si possono condividere le critiche sulle nomine e sulle scelte fatte “solo a scopo elettorale”, sono enti in cui bisogna lavorare duramente per una risistemazione interna e per un riallineamento alla loro mission, il compito è duro, ma se questo avverrà, sarà a grosso vantaggio della nostra comunità e non personale”.

Immancabile il riferimento al passato e alle scelte operate dal centrodestro. “Non condivido le sue critiche Onorevole – va avanti Stile – e mi domanderei invece in base a quale direzione politica questi organi siano stati guidati dalle precedenti amministrazioni provinciali e regionali guidate negli ultimi anni dal centro destra . Si parla di posizionamenti a scopo elettorale, mah!, questo forse erano lo scopo con cui operava il centro destra, che ha minato a tal punto questi enti, fino a farlidiventare incapaci di incidere su niente, hanno prodotto solo debito e la gente ha deciso giustamente di cambiare verso votando per altri . È chiaro che ora, dal punto di vista dell’opportunità, le parti politiche, che sono state chiamate con i loro uomini a guidare Patto e Agroinvest hanno un compito difficilissimo e ci mettono la faccia, andrebbero incoraggiati, altro che scelte elettorali: è un fardello non da poco, e molto rischioso, risistemare e ricondurre questi enti alla loro vera mission che è quella di facilitare e determinare lo sviluppo economico del nostro territorio, mission non messa in atto dal centro destra, che, a dimostrazione dei fatti, ha saputo mettere su solo l’ennesimo, fallito, comitato elettorale. Sarebbe un altro fallimento se fosse così, e lo sappiamo, cè bisogno di risultati positivi per la gente, sono finiti i tempi delle vacche grasse delle promesse non mantenute, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Quindi Onorevole Gambino, da chi come lei è uno dei Consiglieri Regionali dell’Agro e sulle questioni dell’Agro interviene e ci tiene – conclude -, mi sarei aspettato auguri, incoraggiamenti e critiche costruttive, e non un intervento solo di parte avversa, soprattutto perchè lei rappresenta una parte politica, che la scelta di chiudere questi enti non l’ha presa, ma addirittura ha visto negli anni in cui ha governato un peggioramento della loro situazione, senza porvi un reale rimedio”.