Politica e strumenti di concertazione nell’Agro: contraddizioni e scarsa concretezza

Comincia ad essere davvero difficile seguire il filo logico, ammesso che vi sia, nelle scelte che la politica della Regione Campania, della Provincia di Salerno e dei Comuni sta portando avanti per gli strumenti di concertazione dell’agro nocerino-sarnese e per lo sviluppo del territorio in generale.

Ci riferiamo in nello specifico al Patto Territoriale dell’Agro e ad Agro Invest. E’ vero che anche in precedenza non si era affatto brillato per coerenza e lungimiranza, tuttavia prendendo in considerazione gli ultimi due anni emerge un quadro alquanto contraddittorio e di grande indecisione, con conseguente mancanza di concretezza.

Subito dopo le elezioni regionali di giugno 2015, con il Patto in stand-by già da molti mesi, si pensò a ristrutturare Agro Invest S.p.a.. A settembre 2015 venne cambiato il nome in Agenzia per lo sviluppo del sistema territoriale della valle del Sarno S.p.a., furono esclusi tutti i soggetti privati dal capitale, per cui divenne una società totalmente pubblica, e fu designato un amministratore unico in sostituzione del consiglio di amministrazione, nella persona di Felice Ianniello.

L’impegno dichiarato dal presidente della provincia Canfora, che sponsorizza la nuova fase è quello di portare a compimento le richieste di finanziamento per i P.I.P di Sarno e Scafati, per un importo complessivo di circa 50.000.000 di euro. La Regione Campania attraverso autorevoli esponenti, in primis il vice presidente Fulvio Bonavitacola, durante manifestazioni pubbliche, conferma la scelta di puntare su tali due P.I.P., e non solo individua nell’ex Agro Invest s.p.a. lo strumento per coordinare le idee sullo sviluppo del territorio, attraverso la redazione di una sorta di master-plan dell’agro.

I mesi passano si arriva a Dicembre 2015, delle richieste di finanziamento per i PIP di Sarno e Scafati, pur se regolarmente presentate non si hanno riscontri, si perde il treno dei fondi europei 2007-2013.
Nel frattempo l’idea del master-plan non ha alcun seguito. Parole al vento.

A Maggio 2016, De Luca in un incontro con i Sindaci e gli amministratori dell’Agro ad Angri presso la Stazione sperimentale delle conserve, parla di ingenti risorse per l’Agro e di alcune opere da realizzare tra cui la metropolitana, la sistemazione del Sarno, interventi nel settore dei beni culturali come Nuceria Alfaterna, parla di ragionamento sulle aree industriali, di mercato dei fiori nell’ex Polverificio borbonico a Scafati. E riguardo al Patto afferma: “Se c’è necessità di uno strumento operativo sovracomunale ben venga, l’importante è che non mi facciano perdere un minuto di tempo”.

A luglio 2016 viene nominato il nuovo CDA del Patto Territoriale nel quale entrano in particolare Paolo De Maio e Bartolo Pagano consiglieri comunali rispettivamente di Nocera Inferiore e Nocera Superiore.
La regione Campania pubblica un avviso per i fondi di rotazione per la progettazione di opere pubbliche, ed il Patto decide di partecipare candidando sei proposte anche di notevole importo, riguardanti la famosa metropolitana, un impianto di compostaggio sovracomunale, la sistemazione idrogeologica dei versanti franosi, la valorizzazione di Nuceria Alfaterna ed una pista ciclabile. Grande enfasi e risalto mediatico per tali proposte, da parte dei neo-amministratori, che prospettano finalmente la rinascita del Patto, della Concertazione e l’intercettazione di adeguate risorse per l’agro.

Nel frattempo, qualcuno si accorge che la nomina di De Maio e Pagano probabilmente non rispettasse i vincoli della Legge Severino, per cui Provincia e comuni decidono di nominare come amministratore unico, in sostituzione del Cda, Felice Ianniello. Lo stesso amministratore dell’Agenzia di sviluppo ex Agro Invest s.p.a. Diventa sempre più insistente la voce circa un nuovo scenario, che prevede la fusione dei due strumenti in un’unica agenzia di sviluppo locale.

Passati alcuni mesi senza novità di rilievo e proprio forse per aver avvertito la mancanza di concretezza dell’azione politica a supporto degli strumenti, Felice Ianniello, si presenta dimissionario in diverse assemblee dell’ex Agro Invest, ma la sua sostituzione viene più volte rinviata in quanto non vi è accordo tra i comuni. Fino all’ultima assemblea dell’8 settembre scorso, nella quale ancora una volta pregato di restare declina irrevocabilmente l’invito, e su indicazione del Presidente Canfora viene votato Amministratore Unico l’avv. Raffaele Franco.

Nello stesso giorno i soci, tra quali in primis la Provincia di Salerno ed i comuni, decidono la messa in liquidazione del Patto Territoriale, facendo decadere automaticamente tutte le proposte presentate alla Regione Campania nell’ambito del fondo di rotazione a settembre 2016.

Piroette, Salti mortali carpiati e con avvitamento, di tutto di più negli ultimi anni. Alla fine su quali idee ed opere punterà davvero la politica per lo sviluppo dell’agro? AI posteri l’ardua sentenza.

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