Pomodoro San Marzano, importanti novità

No al marchio San Marzano IGP, si ad un tavolo economico sui prezzi, per rafforzare la filiera del pomodoro e scongiurare distorsioni del mercato e penalizzazioni dei produttori agricoli. E’ quanto emerso questa mattina a Napoli, nel corso di un vertice convocato in Regione dal consigliere delegato all’agricoltura Franco Alfieri. Accolte le richieste della Coldiretti. Non ci sarà nessun marchio, dunque, San Marzano IGP se non esclusivamente per il pomodoro pelato, mentre si lavora per estendere l’ambito di tutela della Dop al pomodoro fresco prodotto nel territorio dell’Agro Sarnese-Nocerino. “E’ una battaglia che stiamo portando avanti con decisione – afferma il presidente di Coldiretti Salerno, Vittorio Sangiorgio – e che sta dando finalmente i primi risultati. Abbiamo ottenuto la costituzione di un tavolo economico, per una fondamentale interlocuzione tra le parti agricole e dell’industria, che stabilisca il prezzo della produzione del pomodoro san Marzano dop, e auspichiamo l’attivazione di specifici bandi del Psr per valorizzare le produzioni tipiche locali. Ringraziamo Alfieri per aver chiuso il tavolo mettendo in chiaro i punti su cui la Regione lavorerà al massimo per valorizzare il pomodoro che è una eccellenza da tutelare”. Sono 6548 le aziende che operano nella filiera del pomodoro per una produzione stimata di circa 113 mila quintali, trasformata in prodotto finito per 44300 quintali. La zona di produzione è di 5531 ettari, di cui 344 ettari a pomodoro da industria. La superficie a san Marzano è pari a 144 ettari con 400 coltivatori certificati. Continua, intanto, l’adesione dei Comuni alla campagna di sensibilizzazione promossa da Coldiretti #nonuccidiamoilsanmarzano. Ad approvare la delibera a sostegno della valorizzazione del pomodoro san Marzano dop è stato, negli ultimi giorni, anche il comune di Baronissi.