Primo maggio, la Uil Fpl tiene alta l’attenzione sulle vertenze del comparto

“Per noi della Uil Fpl festeggiare il primo maggio ha ancora un senso. Perché noi crediamo che il lavoro sia un valore, perché come tale continuiamo a difenderlo quotidianamente su ogni tavolo di concertazione”. Così Donato Salvato, segretario generale dell’organizzazione di categoria in provincia di Salerno, vuole aprire una riflessione sulle celebrazioni che porteranno nelle varie piazze d’Italia migliaia di iscritti della Uil Fpl. “Il mercato del lavoro è in continuo mutamento, ma non possiamo accettare quello che in questi anni si continua a compiere verso donne e uomini che, in fondo, sono il vero motore dell’economia salernitana”.

Una festa del lavoro che la Uil Fpl provinciale vuole celebrare per dare vita a un’analisi nel comparto degli enti pubblici e della sanità pubblica e privata. “A molti sono note solo le difficoltà della sanità, che nella sua totalità continua ad arrancare”, ha spiegato Salvato. “Nel comparto pubblico ci troviamo di fronte a situazioni complesse, con dirigenti che a volte ostacolano il ruolo delle organizzazioni sindacali, mentre nel privato, come insegna la vertenza Silba, anche un accordo firmato in Regione Campania può essere non rispettato”. E proprio ai lavoratori delle strutture sanitarie di Cava de’ Tirreni e Roccapiemonte va il pensiero principale di Salvato: “Meritano una menzione particolare. Per loro non sarà un primo maggio come gli altri. Le mille incertezze ora rendono meno chiaro il futuro. Ma noi non molleremo la presa fino a quando non ci sarà la tanto sperata fumata bianca che vorrà dire stabilità per le maestranze”.
Infine, la chiosa sul comparto degli enti locali. “La crisi qui si sente tantissimo, anche se agli occhi dei più non si vede. I grandi Comuni, come quello di Salerno, hanno ridotto la loro dotazione organica del 30%. Ma nei piccoli centri, come quelli del Cilento e del Vallo di Diano, la percentuale sale fino al 50%. Così i servizi non si riescono più a garantire”, ha detto Salvato. “Il taglio dei trasferimenti statali ha messo in ginocchio le Amministrazioni e la riforma delle Province ha portato la maggior parte dei lavoratori in Regione lasciando comunque ancora irrisolti le problematiche dei lavoratori addetti ai musei e biblioteche e quelli dei centri degli impieghi. Le opportunità di lavoro ci sarebbero, i Comuni potrebbero ricominciare ad assumere secondo le nuove leggi. Ma spesso non ci sono le risorse economiche . Questi anni di austerity hanno dissanguato i bilanci della maggior parte degli enti determinando ripercussioni negative anche sui servizi essenziali e quelli rivolti ai più bisognosi”.

Un quadro difficile, che secondo Salvato non può e non deve scoraggiare chi crede nel primo maggio. “Festeggiamo nella consapevolezza che si può migliorare questa situazione. Ecco perché non lasceremo mai i tavoli di concertazione. La speranza del primo maggio la ricordiamo ogni volta che c’è da difendere i diritti dei lavoratori”

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