Protezione Donna: la testimonianza di una donna vittima di violenze

Si è tenuto questa mattina, nell’aula consiliare del Comune di Roccapiemonte, in piazza Zanardelli, il secondo dei quattro seminari formativi inseriti nella programmazione del progetto “Protezione Donna”, promosso dal Piano di zona – Ambito S1 e finanziato dalla Regione Campania tra le misure finalizzate a prevenire e contrastare la violenza di genere, in attuazione della legge regionale 2/2011.

“Identikit della violenza, un approccio, un ascolto ed un’osservazione continua”, questo il tema dell’evento, ideato dall’associazione “Apeiron” di Scafati e riservato ad amministratori pubblici ed operatori dei servizi sociali. La manifestazione è stata l’occasione per un momento di confronto e di approfondimento tra esperti del settore sul fenomeno della violenza di genere, anche alla luce dei recenti eventi balzati agli onori della cronaca locale.

Sono intervenuti: il Sindaco di Roccapiemonte Andrea Pascarelli, l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di RoccapiemonteLuisa Trezza; la Consigliera e tesoriera dell’Ordine degli psicologi della Campania Marianna Piccirillo,la criminologa e docente presso l’ Università “La Sapienza” di RomaBarbara Calabrese e l’Assessore regionale alle Pari Opportunità Chiara Marciani.

“Prosegue senza sosta – ha dichiaratoMaddalena Di Somma, dirigente del Piano di zona Ambito S1 e coordinatrice del progetto – la formazione per gli amministratori, i funzionari, gli operatori del terzo settore, per tutti coloro che si occupano di violenza di genere nel territorio dove ricadono le attività del progetto Protezione donna. Fondamentale è, infatti, accanto alle attività operative del progetto, il confronto e l’approfondimento professionale, presupposto necessario per consentire anche la condivisione di prassi efficaci nell’affrontare un tema così delicato, spinoso e purtroppo così attuale”.

Mirato e diretto l’intervento della docente universitaria e criminologa Barbara Calabrese, che ha focalizzato l’attenzione soprattutto sulle“buone regole” dell’approccio corretto richiesto agli operatori del settore per la gestione dei casi di violenza sulle donne.

“Vedo con soddisfazione – ha aggiunto l’Assessore Luisa Trezza – che si sta concretizzato quel discorso di rete sul territorio tra le amministrazioni locali, le associazioni e le istituzioni territoriali che avevamo auspicato all’avvio del progetto, nella consapevolezza di poter arrivare, solo in questo modo, alle famiglie e alle donne che vivono situazioni di disagio e di violenza. La nostra battaglia proseguirà. Approfittando del seminario, abbiamo voluto porre questa mattinaun drappo rosso sulla facciata principale della casa comunaleper rendere visibile il più possibile il segno di questa lotta, che ormai non è più silenziosa. Ringrazio l’Assessore Chiara Marciani, ritornata a Roccapiemonte dopo l’inaugurazione del nostro sportello antiviolenza. La ringrazio per la sua sensibilità e per le parole di apprezzamento che questa mattina ha avuto per il progetto Protezione Donna, descritto come un efficace modello di lavoro da riproporre, da prendere ad esempio”.

Drammatica la testimonianza di una donna di Scafati, madre di due bambini, intervenuta nel corso del seminario per raccontare la sua storia. La donna ha avuto il coraggio di denunciare e far arrestare il marito che per anni l’aveva costretta a subire violenze e maltrattamenti. Al termine del seminario la signora è stata messa in contatto con il Sindaco di ScafatiPasquale Aliberti, che ha voluto incontrarla nel pomeriggio, impegnandosi a nome dell’Amministrazione comunale a fornire un supporto concreto a lei e ai suoi figli.

“La formazione – ha spiegato Ettore Malinconico, responsabile dell’associazione Apeiron – di tutti coloro che operano sui territori per le attività di sostegno e aiuto alle donne vittime di violenze è fondamentale. Sbagliare l’approccio nella gestione dei casi è, infatti, deleterio. Proprio partendo da questa premessa, nel delineare la strutturazione del progetto, abbiamo ritenuto opportuno affiancare alle attività operative dei centri antiviolenza anche un percorso formativo che rappresenti un costante momento di riflessione ed approfondimento su tutti gli aspetti del fenomeno”.

Il progetto “Protezione Donna” nasce con l’obiettivo di garantire un’azione di PREVENZIONE, SUPPORTO e AIUTO concreto alle donne vittime di violenza, attraverso l’apertura del Centro antiviolenza di Angri e dei due sportelli satelliti di Sarno e Roccapiemonte. Il progetto punta, inoltre, a promuove la cultura della “non violenza”, mettendo in campo attività mirate di prevenzione e sensibilizzazione rivolte essenzialmente ai giovani (14-18 anni). A tale scopo il gruppo di lavoro, costituito da professioniste esperte e competenti, già impegnate nelle attività del Centro antiviolenza di Angri e degli sportelli collegati, hanno condotto una serie di incontri con gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori del territorio, nella consapevolezza che ogni attività di formazione e informazione è intesa come occasione di prevenzione.

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