Provincia. Mobilità del personale, il Csa chiede un incontro urgente

Pubblicazione degli elenchi del personale della Provincia da destinare alle procedure di mobilità, Lucia Pagano segretaria provinciale del Csa e Cisal, scrive al presidente Canfora, al direttore generale e al segretario generale della Provincia per chiedere un incontro urgente.

“La scrivente O.S., in merito alla riunione tenutasi il 26 u.s. presso la sede della Provincia, avente ad oggetto la pubblicazione degli elenchi del personale della Provincia da destinare alle procedure di mobilità di cui al decreto 14 settembre 2015, l’individuazione dei criteri di scelta ed altro, richiede ad horas un nuovo incontro per la definire i criteri adottati per l’individuazione delle unità (elenco nominativo) destinate ad essere collocate sul portale della mobilità – si legge -. Appare, infatti, necessario chiarire i criteri con cui è stata definita la individuazione dei settori-servizio-uffici non specificatamente individuati dalla L. 56/2014, benchè annoverati dall’Amministrazione tra le funzioni fondamentali. Si chiede di conoscere, inoltre, come è stato individuato il personale per le funzioni strumentali e sulla base di quali elementi sono stati previste le funzioni strumentali.
Questa O.S. assieme alla Confederazione CISAL provinciale – va avanti – VI CONTESTA di non aver rispettato la procedura di legge poichè, tra l’altro, le OO.SS. non hanno un ruolo solo informativo dovendo essere chiamate al confronto e all’attuazione del processo di riordino delle funzioni della Provincia di Salerno. Nel proclamare lo stato di agitazione, si invita e diffida tutti i dirigenti dell’Ente ad inserire sul portale le unità di personale o i settori individuati unilateralmente prima della concertazione, già richiesta anche da altre OO.SS., da tenersi ad horas.
Si ricorda, infine, che il CSA-CISAL è firmataria del CCNL è riconosciuta dall’ARAN quale unica organizzazione sindacale che abbia titoli e diritti uguali a CGIL, CISL e UIL confederazioni e categorie. La scrivente O.S. chiede di acquisire il verbale di riunione del 26 u.s. per l’eventuale impugnazione presso le competenti autorità”.

Questo è il testo della lettera:

“I servizi essenziali che devono assicurare le province sono previsti sia nella Legge 78 e dalla circolare Madia e sono: vigilanza ambientale, sicurezza stradale e territorio; solo i settori caccia e pesca sono di competenza regionale che storicamente vengono affidati alla provincia di Salerno.

Tutte le norme vigenti leggi chiariscono che le province devono ridurre del 50% il costo del personale, collocando nelle regioni i centri per l’impiego, i settori agricoltura e polizia provinciale, tranne le città metropolitane che assorbono le polizie provinciali; sono escluse, inoltre, le province di area vasta come quella di Salerno.

Nei servizi sopra elencati se viene eliminato il corpo di polizia provinciale, come farà la provincia di Salerno a svolgere l’azione di tutela ambientale e del territorio previsto specificatamente nelle funzioni essenziali?

Questa O.S. mai ha avuto incontri riservati né, tantomeno, ha avuto accordi sotto banco con l’amministrazione.

Si è ritenuto, invece, preoccupante l’assenza delle altre OO.SS. sulla vicenda della mancata concertazione preventiva in speciale modo rispetto alle scelte che si sarebbero operate soprattutto nei confronti del corpo della polizia provinciale.

Per questo motivo non essendo mai stata convocata nei tempi previsti (già da settembre doveva funzionare il tavolo dell’osservatorio provinciale) si è ritenuto di stanare l’amministrazione provinciale che in perfetta solitudine, assieme a qualche funzionario, ha proceduto con il riordino della provincia di Salerno, operando illegittimamente i tagli, senza considerare la perdita di professionalità non più acquisibili per lo svolgimento di alcuni segmenti delle funzioni fondamentali.

Il CSA è sempre disponibile nei confronti delle altre organizzazioni a portare avanti come accaduto fino ad oggi, solo da parte nostra, un discorso unitario, sfidando le altre OO.SS. che non hanno speso parola alcuna – tranne affermazioni di facciata per la tutela dei lavoratori e nell’interesse della funzionalità della Provincia – che deve necessariamente fornire servizi adeguati ai cittadini che la legge ha posto in capo alle province per il soddisfacimento delle comunità amministrate.

In ultimo si precisa che nell’ultima settimana si è tenuto un incontro dei dirigenti dei settori interessati, cui ha partecipato il Presidente Della Provincia, l’assessore Volpe al personale, il Direttore generale, avv. Di Nesta, nel corso del quale si era deciso di mantenere il corpo della polizia provinciale nella misura del 50% della consistenza riferita all’ottobre 2014 (circa 58 unità), così come si era operato negli altri settori.

Lo stesso presidente Canfora ribadiva l’assoluta necessità di mantenere il corpo di polizia.

Appare evidente che qualcuno ha operato nell’ombra per modificare un assetto già concordato tra gli attori della parte pubblica, senza che vi sia stato da parte della scrivente alcun ulteriore intervento”.

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