Sanità. Gambino contro De Luca: “E’ finita la luna di miele, ora occorre produrre fatti concreti”

“Dopo mesi in cui il Governatore De Luca ha annunciato ‘ferro e fuoco’, se solo il Commissario Polimeni si fosse permesso di “ proseguire nella sua intenzione di subordinare la stipula dei contratti – per l’erogazione dei servizi sanitari da parte delle strutture accreditate – all’obbligo di rinunciare al contenzioso instaurato sui mancati pagamenti a tutto il 31 Dicembre 2015”, oggi cambia posizione e invita ‘le strutture convenzionate a non protestare’ nonostante il Commissario ad acta – fregandosene dei diktat del Governatore De Luca – abbia adottato e pubblicato il DCA 89 del 08 Agosto 2016 con il quale impone l’obbligo, se si vuole continuare ad erogare servizi sanitari per il 2016 e 2017, non solo di rinunciare all’instaurazione di contenziosi per il maturato non pagato ma, addirittura, ‘di rinunciare alle azioni/impugnazioni già intraprese'”. Nuovo affondo del consigliere regionale Alberico Gambino nei confronti del presidente della Regione, Vincenzo De Luca.

“Pur in presenza di imposizioni al limite del codice penale, e nonostante gli impegni solenni assunti su tale argomento nell’aula consiliare regionale il 26 Luglio 2016, il Governatore De Luca ed il PD rinunciano, quindi, a portare avanti comportamenti e decisioni a tutela dei territori, delle comunità residenti e delle imprese – quelle accreditate del sistema sanitario –che non solo risolvono i problemi delle carenze della sanità pubblica ma risultano essere anche indispensabili per assicurare i Livelli Essenziali dell’Assistenza sanitaria.
Il Gruppo Consiliare Regionale FDI, ed il partito tutto, sostengono senza se e senza ma il diritto delle strutture accreditate e/o convenzionate a ricevere i giusti, legittimi e dovuti compensi per le attività erogate – anche se in regime di surplus rispetto ai tetti di spesa – così come è sempre avvenuto con la gestione Caldoro – va avanti la nota -. Tanto perché esse hanno garantito, e devono continuare a garantire, i bisogni e le richieste degli Utenti e dei pazienti del sistema sanitario consapevoli tutti che se queste strutture avessero sospeso le attività, a Settembre 2015, avrebbero costretto centinaia di migliaia di cittadini a sobbarcarsi gli oneri economici di un’assistenza indiretta stante l’inadeguatezza del sistema sanitario pubblico ad erogare le prestazioni necessarie per soddisfare tutti”.

E ancora: “Non è mai accaduto, anche nei tempi bui della sanità bassoliniana, che un governo regionale sostenesse l’azione di che pensa di imporre ‘la rinuncia a far valere i propri diritti costituzionalmente garantiti’ pena la non sottoscrizione del nuovo contratto 2016/2017 per l’erogazione delle prestazioni sanitarie. E’ un concetto, questo, non solo tipico di altri regimi e che in un paese civile come l’Italia non dovrebbe avere diritto di cittadinanza ma è anche, e soprattutto, l’affermazione evidente che prevale e persegue ‘un concetto solo ragionieristico della gestione sanitaria’, concetto che ovviamente se ne frega dei bisogni, delle esigenze, dei disagi che sono costretti a vivere i cittadini, i pazienti ed i propri familiari. Ma tutto questo non interessa al Governatore DE Luca ed al Pd impegnati come sono solo ad “ apparire” e non “ ad essere” ed a collocare i propri pasdaran in ogni posto pubblico possibile”.

Infine l’auspicio. “Ci auguriamo che il Governatore De Luca ed il PD si rendano conto, dopo un’altra estate drammatica per la sanità – i trasporti – il ciclo dei rifiuti – la viabilità, che è finita la luna di miele e che ora occorre produrre fatti concreti e certi a partire dal fatto che le strutture sanitarie private accreditate e/o convenzionate sono una parte essenziale ed indispensabile del sistema sanitario nazionale, regionale, provinciale e, soprattutto, sono imprese con diritti costituzionalmente garantiti di cui si ha bisogno se si vogliono assicurare i LEA e ridurre effettivamente le liste d’attesa che creano quei meccanismi perversi, distorsivi e corruttivi che spesso caraterizza il sistema sanitario”, conclude Gambino.

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