Sant’Egidio del Monte Albino. Carpentieri accusa la minoranza di populismo

La minoranza attacca, Carpentieri risponde. Non si è fatta attendere la replica del primo cittadino di Sant’Egidio agli esponenti della minoranza che avevano criticato la scelta dell’amministrazione di esternalizzare il servizio di riscossione dei tributi.

“L’affidamento a società esterne del servizio di riscossione dei tributi è una pratica adottata ormai da tante amministrazioni -si legge in una nota a firma del sindaco-. Innanzitutto, bisogna specificare che, in parte, il servizio è già privatizzato (ruolo coattivo con Equitalia !). Attualmente, il servizio gestito dal comune costa tra i 70/80 mila euro all’anno. In percentuali, su un ruolo (IMU-TASI-TARI) di 3 milioni di euro, significa un costo di circa 2,5%. Se il Comune appaltasse il servizio con un compenso per la società esterna dell’ 1,5 %, per il comune (e naturalmente per i contribuenti) significherebbe un risparmio netto di 30 mila euro l’anno. Inoltre, sul ruolo coattivo il compenso di Equitalia è tutto a carico del contribuente. Con l’esternalizzazione non sarebbe più così. Quindi, un altro vantaggio per il contribuente”.

Il primo cittadino illustra, poi, i motivi dell’esternalizzazione: “la possibilità, che oggi hanno pochissimi enti di recuperare l’evasione e l’elusione dei tributi con strumenti innovativi, efficienti ed efficaci per scovare chi non ha mai dichiarato o chi ha dichiarato il falso. La lotta all’evasione, che forse non piace all’opposizione consiliare, nel lungo periodo, potrà garantire una diminuzione della pressione fiscale; la drastica riduzione dei trasferimenti dello Stato, che sta mettendo in ginocchio gli enti locali, spinge ad oculatissime politiche di assestamento dei bilanci che non possono basarsi solo sulla riduzione della spesa (cosa, peraltro, avvenuta già in maniera incisiva nel 2014); il contenzioso, che adesso gestisce l’ente, con tutti i problemi che ciò comporta, sarà gestito dalla società esterna senza alcun onere per comune e cittadini”.

Infine, arriva l’affondo. “Non si capisce, quindi -va avanti Carpentieri-, quali sono i rischi di una tale operazione, se non di eventuali discordanze di dati tra società e contribuenti in fase di avvio, atteso che il comune, in ogni caso, manterrà il ruolo di programmazione e controllo sulla gestione. In sintesi, il gruppo di opposizione non coglie i cambiamenti e, soprattutto, la sostanza del problema. Ma come si dice: a ciascuno il suo. La ridicola conclusione cui approda il gruppo di opposizione, con la sua strumentale domanda, la creazione, cioè, di una “struttura cooperativa” (sic!) risente, poi, di tutta l’incompetenza del caso. Uno, perché all’opposizione, probabilmente, sfugge che la legge impone obblighi di pubblicità nell’affidamento del servizio; due, perché il comune avrebbe dovuto creare “società in house” che, laddove create, hanno prodotto perdite ed inefficienze che gli stessi enti hanno dovuto colmare con grossi sacrifici di bilancio; infine, perché tali società, che non sono le cooperative per il taglio delle erbe, devono essere formate, almeno per questo particolare servizio della riscossione, da professionalità qualificate e competenti, oltre che di una serie di strumenti tecnologicamente avanzati che richiedono grossi investimenti”.

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