Scafati Arancione: “Decadenza, il raggiro del sindaco”

Tiene banco ormai da settimane, a Scafati, la questione decadenza del sindaco. Il dibattito politico è incentrato sulla vicenda che vede protagonista Pasquale Aliberti che, per ottenere il ticket per vla terza ricandidatura consecutiva, ha avviato un contenzioso con il Comune.

Le polemiche divampano. Francesco Carotenuto di Scafati Arancione ha affidato ad una nota le sue considerazioni.

“La decadenza altro non è che un raggiro della legge – scrive -.
Molti di voi magari si saranno chiesti: “Forse è un nuovo provvedimento per risolvere il problema degli allagamenti”, oppure “forse si risolve il problema dell’ospedale”, o ancora “forse diamo lavoro al 58% di forza lavoro giovanile inoccupata”.
State tranquilli, niente di tutto ciò, la decadenza altro non è che un raggiro della legge, e più precisamente del dlgs. 267/00 (Testo unico degli enti locali) all’articolo 51 e rispettivi commi”.

Poi, Carotenuto entra nei dettagli tecnici. “L’articolo 51 comma 2 recita “Chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco e di presidente della provincia non è allo scadere del secondo mandato, immediatamente rieleggibile alle medesime cariche”; mentre il comma 3 dice ‘È consentito unterzo mandato consecutivo se uno dei due mandati precedenti ha avuto durata inferiore a due anni, sei mesi e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie'”.

E ancora: “Capirete – va avanti – che le “cause diverse dalle dimissioni volontarie” sono determinate da alcuni espedienti che l’amministratore può utilizzare per interrompere il suo secondo mandato esattamente due anni e mezzo prima della scadenza naturale e ricandidarsi, quindi, per la terza volta. Le dimissioni volontarie, infatti, porterebbero al commissariamentodell’ente da parte di un commissario prefettizio e non permetterebbero l’escamotage della terza ricandidatura. Per banalizzare, possiamo dire che il primo cittadino si è fatto causa da solo. A Scafati stiamo vivendo esattamente un tentativo di interruzione del mandato attraverso uno degli espedienti concessi, provocare l’incompatibilità a “coloro che hanno lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con l’ente di cui sono amministratori”.
Il Sindaco di Scafati, infatti, ha presentato ricorso presso ilTribunale amministrativo regionalein merito ad un diniego di una Scia (segnalazione certificata di inizio attività) per la costruzione di una presunta tettoia nella sua stessa abitazione.
L’impugnazione del diniego davanti al tribunale amministrativo apre, consequenzialmente, un iter politico-amministrativo, che vede il consiglio comunale doversi pronunciare sulla decadenza del Sindaco e il passaggio, fino ad elezioni utili, in caso di decadenza, dei poteri sindacali al vice-sindaco. La procedura deve essere completata entro metà dicembre, termine perentorio per far sì che il Sindaco possa tentare la terza ricandidatura”.

Carotenuto passa poi alle riflessioni politiche.

“Abbiamo riportato esclusivamente la vicenda senza entrare nel merito della questione che apre scenari non solo di condotta politica, ma anche di etica e di moralità che un buon amministratore dovrebbe portare con sé, anteponendo gli interessi generali a quelli privati – prosegue -. In ultimo, bisogna fare una amara considerazione: il dibattito politico e amministrativo si è letteralmente atrofizzato attorno ad una vicenda che non riguarda certo i problemi della comunità, dimostrando cinismo e disprezzo verso i veri drammi che colpiscono la città. Ad ognuno le proprie responsabilità”.

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