Scafati. Rinaldi contro Aliberti: “Era dalla stessa parte di chi l’Ospedale lo ha chiuso”

Ospedale di Scafati, stamani la conferenza stampa dell’ex sindaco Aliberti e dell’avvocato Brigida Marra dopo il rinvio a giudizio dell’ex commissario dell’Asl Bortoletti.

Sul caso interviene il PD.

“Conferenza stampa dell’avv. Brigida Marra e del dott. Angelo Pasqualino Aliberti sul rinvio a giudizio di Bortoletti per falso ideologico avendo, lo stesso, verbalizzato un tempo di percorrenza da Scafati a Nocera di 5 minuti e 10 per Sarno, presupposto che avrebbe determinato la chiusura del M. Scarlato. Aliberti interviene quale parte offesa, costituita parte civile nel processo. Ma offesa da questi personaggi è la Città di Scafati – si legge nella nota del segretario cittadino del PD Margherita Rinaldi – che ha visto la loro Amministrazione sciolta per infiltrazioni criminali, che grazie a loro ha un ospedale chiuso, chiuso da Caldoro mentre in Consiglio Regionale la Paolino non alzava né un dito né la voce, che ha 32 milioni di euro di debiti che pagheranno le prossime generazioni. Che ha visto fallire il PIP, il PUC, il Polo scolastico. Oggi gli stessi personaggi che hanno trasformato Scafati in una discarica a cielo aperto, che hanno determinato il fallimento della STU che hanno svenduto la città per interessi familiari e criminali hanno il coraggio di parlare pubblicamente. Per dire cosa se loro erano dalla stessa parte di chi l’Ospedale lo ha chiuso? Piuttosto Aliberti spieghi alla città quelle foto apparse sui giornali qualche giorno fa che ritraggono il fratello e il suo staffista con personaggi criminali su cui pendono accuse di narcotraffico internazionale a ridosso delle regionali del 2015 in cui era candidata la consorte e come mai, per quali accuse pendono richieste di misure cautelari a suo carico. La smetta di accusare continuamente la Commissione Prefettizia che sta provando con grande fatica a rimediare ai disastri che la sua Amministrazione ha lasciato in eredità alla città e risparmi a Scafati quantomeno l’offesa del teatrino di oggi”.