Scambio elettorale politico-mafioso, 4 arresti a Nocera Inferiore. I nomi

Luigi Sarno, Carlo Bianco (ex consigliere comunale), il “boss” Antonio Pignataro e Ciro Eboli (candidato nella lista D’Acunzi sindaco per Nocera): sono questi i nomi delle quattro persone arrestate, questa mattina, a Nocera Inferiore. I quattro arrestati sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati di associazione a delinquere di stampo camorristico, scambio elettorale politico mafioso, corruzione elettorale, estorsione e violenza privata. Sono state eseguite anche numerose perquisizioni e sequestri nei confronti di 20 indagati.

I provvedimenti cautelari personali, emessi dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Salerno, scaturiscono da un’indagine coordinata dalla Dda e condotta dal Ros dei carabinieri. Le attività costituiscono la prosecuzione dell’inchiesta “Un’Altra Storia”, messa a segno nel dicembre 2016 a Nocera Inferiore,con l’esecuzione di un provvedimento di custodia cautelare nei confronti dei componenti di tre diversi gruppi criminali: tra questi il gruppo dei fratelli Luigi e Michele Cuomo.

In questa fase delle indagini, spicca la figura di Antonio Pignataro, storico affiliato alla NCO di Raffaele Cutolo, transitato poi nel cartello criminale denominato Nuova Famiglia nei primi anni ’90, in seno al quale a Nocera Inferiore raggiunse il livello di massimo vertice. Condannato per reati di omicidio volontario aggravato, associazione per delinquere di stampo camorristico ed altri gravi reati, Pignataro è noto per essere stato condannato per l’omicidio della 12enne Simonetta Lamberti, figlia dell’allora procuratore della Repubblica di Sala Consilina, avvenuto nel 1982 a Cava dei Tirreni.

Nel 2015, a Pignataro fu concesso di espiare al pena ai domiciliari per gravi motivi di salute. Le indagini svolte hanno evidenziato che il pregiudicato, tornato Nocera Inferiore, si sarebbe nuovamente imposto quale referente criminale sul territorio. Pignataro, avvalendosi di Ciro Eboli (cognato di Luigi Cuomo), nonché di Luigi Sarno e di altri sodali, attraverso atteggiamenti camorristici, avrebbe rivendicato il suo carisma criminale sul territorio. Tra gli episodi citati e ricostruiti dai carabinieri del Ros, una spedizione organizzata ad Angri per far desistere un creditore dal riscuotere del denaro che doveva essere corrisposto da un amico dello stesso Pignataro.

Al centro delle indagini, culminate negli arresti di oggi, lo scambio di voto politico mafioso che sarebbe stato concluso tra Pignataro ed alcuni suoi sodali con l’ex consigliere Carlo Bianco, in carica fino al giungo 2017 ed eletto all’epoca nella lista Riformisti.

Carlo Bianco, candidato al consiglio comunale di Nocera Inferiore, in occasione delle elezioni amministrative dell’ 11 giugno 2017 (non è stato rieletto), avrebbe avuto da Pignataro la promessa di ottenere voti in cambio “del cambio di destinazione urbanistica di un fondo ubicato nelle vicinanze della proprietà della diocesi Nocera Inferiore, sul quale doveva essere realizzato un edificio da destinare a mensa Caritas, rispetto alla cui edificazione – si legge in un comunicato – si registrava un diretto interessamento e coinvolgimento di Pignataro, di Ciro Eboli e di Antonio Cesarano”. Secondo la Dda, questi ultimi tre avevano il compito di fungere da tramite tra il consigliere comunale Bianco e Pignataro.

Gli inquirenti hanno evidenziato che in conseguenza delle diretta sollecitazione di Bianco il 16 maggio 2017 la giunta comunale di Nocera Inferiore ha adottato l’atto di indirizzo ai funzionari comunali propedeutico per la variante al PUC.

In cambio Pignataro e i sodali avrebbero garantito a Bianco un pacchetto di 100 voti, promesso in occasione delle elezioni amministrative nelle quali il consigliere comunale uscente si è candidato nella lista “Moderati per Torquato”, senza però essere eletto.

Dalle indagini, inoltre, è emerso che Luigi Sarno, per il tramite di Pignataro, avrebbe ottenuto da più candidati l’affidamento di servizi di attacchinaggio di manifesti elettorali per le elezioni amministrative dell’ 11 giugno (candidati appartenenti a diversi partiti politici anche apposi fra loro). Inoltre, Sarno avrebbe minacciato il candidato sindaco Mario Stanzione della lista “Populisti Identitari”, che aveva declinato l’offerta di concedere il servizio di attacchinaggio.

Sempre Sarno, in accordo con amici e conoscenti, si sarebbe poi mosso per promettere e consegnare somme di denaro ad un numero di elettori in cambio del voto per un altro consigliere comunale, Nicola Maisto, eletto nella lista “Uniti per Torquato”. Ogni elettore, avrebbe dovuto registrare la sua preferenza in cabina con una fotografia delle scheda. In cambio avrebbe ottenuto 50 euro. Maisto fu eletto con 368 voti.

Nel caso di Carlo Bianco, la Procura precisa che ebbe ad adempiere alla propria prestazione promuovendo l’adozione della delibera in giunta, ma non ottenendo tuttavia la nuova elezione al consiglio comunale. Stando alle indagini, Bianco era “risentito per il tradimento subito” dal gruppo. Lui stesso avrebbe ricostruito nei particolari l’accordo criminoso, accusandoli poi di averlo tradito dopo che lui aveva mantenuto la promessa stipulata in precedenza

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